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Il fondatore della comunità del Forteto, Roberto Fiesoli (78 anni), si è consegnato ai carabinieri dopo la condanna definitiva, in Cassazione, a 14 anni e 10 mesi per maltrattamenti e violenza sessuale anche su minori. Nata nel 1977 come cooperativa agricola, la comunità accoglieva i minori in affidamento, teorizzando il “superamento” della famiglia.

Martedì sera Fiesoli ha cenato nella residenza sanitaria per anziani Sanatrix di Aulla (Massa Carrara) e mercoledì mattina è partito per una destinazione ignota, probabilmente su consiglio dei suoi legali per sottrarsi ad un’eventuale assalto di fotografi e cameramen dopo la lettura della sentenza. Ieri sera, intorno alle 19, subito dopo la lettura della sentenza Fiesoli si è diretto al carcere “Due Palazzi” di Padova, ma è stato rimandato indietro perché non era ancora arrivato l’ordine di esecuzione della pena da parte della Procura generale. Così è stato indirizzato verso il comando generale dei carabinieri. Poi dalla caserma, una volta espletate le formalità, è stato portato in carcere.

Il provvedimento nei confronti dell’altra imputata, Daniela Tardani, condannata a 6 anni e 4 mesi, è stato notificato dai carabinieri di Borgo San Lorenzo (Fi). Dopo essere stata trattenuta in caserma è stata accompagnata nel carcere fiorentino di Sollicciano.

“Se ci sono momenti in cui si può gioire di una giustizia che funziona – ha detto l’avvocato Andrea Coffaro, legale della parte civile – il Forteto è uno di questi, dove significativa è stata la cooperazione con il territorio e le forze politiche locali. Mi auguro non sia un episodio isolato”. Sollecitato sulle voci di una presunta setta nel territorio del Forteto, ha risposto così: “Direi di no. La setta è stata sgominata. Mi auguro che non sia un episodio isolato perché nei confronti dei diritti dei bambini più sfortunati si rischia di non cogliere l’occasione critica di una revisione legislativa e di una maggiore sensibilizzazione sulla necessità di tutelare le vittime della violenza. Manca una reale sensibilità per la tutela e la prevenzione della violenza verso le fasce deboli. Il Forteto deve essere un’occasione per alimentare un processo di rinnovamento e coscienza collettiva”.

“Grande soddisfazione – ha detto Sergio Pietracito, presidente associazione vittime Il Forteto -. Adesso parta la Commissione bicamerale”.

Lo scandalo del Forteto nel corso degli anni ha avuto una violenta coda polemica in ambito politico. Il centrodestra ha sempre accusato la sinistra di aver coperto le magagne della comunità considerandola un modello positivo. Questa “protezione” avrebbe rallentato l’emergere della verità fornendo una copertura intollerabile. Oggi Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si rallegrano per la fine della vicenda giudiziaria. Ma anche il ministro Alfondo Bonafede (M5S) è soddisfatto per l’esito giudiziario della vicenda.

“Non commento le sentenze – sottolinea il ministro Bonafede – però prendo atto del fatto che la giustizia è arrivata a mettere la parola fine su un grande scandalo. Nessuno restituirà alle persone che hanno subito gli abusi, l’infanzia perduta, però la giustizia ha fatto il suo dovere. Politicamente mi sono sempre occupato di questa vicenda e avevo spinto tantissimo nel corso della scorsa legislatura per il commissariamento” della cooperativa del Forteto, “che poi non fu mai realizzato; appena il M5s è andato al governo uno dei primi atti è stato proprio il commissariamento del Forteto perché quella è una realtà economica che ripulita dal suo passato deve andare avanti”.

“Con la sentenza appena emessa dalla Cassazione – osserva il vice capogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai – giunge finalmente al traguardo anche giudiziario la drammatica vicenda del Forteto, la comunità-setta del Mugello, in provincia di Firenze, teatro di orrori e abusi ai danni dei minori che lì venivano affidati dalle autorità. Per le vittime, i bambini di allora, questo punto fermo costituiva la condizione indispensabile per poter guardare avanti sentendosi legittimati nei patimenti subiti. Per gli aguzzini e in particolare per Rodolfo Fiesoli, auspichiamo sia finalmente giunto il tempo che sia messo in condizione di non nuocere più ad altri dopo che in questi mesi è stato libero di avvicinare ragazzini nei bar e davanti alle scuole di Aulla”. Mugnai, che a Montecitorio è autore di una delle tre proposte di legge istitutive della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, si occupa del Forteto da anni. Nel Consiglio regionale della Toscana (era il 2012) fu presidente della prima commissione regionale di inchiesta che portò alla luce il sistema di violenze e abusi su minori praticato all’interno di quella che anche la magistratura avrebbe in seguito bollato come comunità-setta esprimendo condanne fino al terzo grado di giudizio. “L’istituzione della Commissione parlamentare è stata fatta slittare anche nelle ultime settimane. Ci auguriamo che il Pd e le sinistre non intendano procedere per rinvii pur di non affrontare la verità dei fatti e che presto si possa iniziare a lavorare per approfondire il quadro delle responsabilità politico-istituzionali”.

“Finalmente arriva la giustizia, con il solito grave ritardo – afferma Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, già vicepresidente della Commissione d’inchiesta sul Forteto del Consiglio regionale della Toscana -. Adesso il pedofilo Fiesoli vada in carcere e nessuno si sogni di concedere un solo giorno di sconto ad un criminale che ha distrutto la vita a centinaia di persone. Lo ha fatto insieme agli altri componenti della setta che, a causa di un sistema giudiziario assurdo, l’hanno fatta franca grazie alle prescrizioni. Abbiamo l’occasione di stabilire tutte le altre responsabilità, anche di politici e magistrati, con la Commissione d’inchiesta parlamentare: basta con i veti incrociati, è urgente farla partire”.

“Finalmente un po’ di giustizia per le vittime del Forteto”, sottolinea il consigliere regionale Jacopo Alberti (Lega) -. Spero che la sentenza della Cassazione, oltre a mettere la parola fine su una vicenda giudiziaria lunga e dolorosa per le vittime, sia anche la svolta per vedere finalmente pagare i colpevoli. Che si aprano le porte del carcere per
Fiesoli e quelle della commissione parlamentare d’inchiesta. Un personale abbraccio alle vittime del Forteto, e un rinnovato augurio di buon lavoro al Commissario Jacopo Marzetti, che possa risollevare la Cooperativa con maggiore serenità”.

“Con la condanna definitiva – scrive in una nota la deputata toscana di Forza Italia, Deborah Bergamini – viene finalmente scritta la parola fine a uno dei capitoli più tragici della storia della mia terra, la Toscana, e di tutto il Paese. Il ricorso presentato dal fondatore della comunità Il Forteto, teatro di aberranti crimini contro minori e disabili, è stato rigettato. Fiesoli sconterà 14 anni e 10 mesi di reclusione. Nella speranza che la fine di questo calvario umano e di giustizia lenisca, anche solo minimamente, il dolore delle vittime, mi stringo a loro in un abbraccio”.

5 Comments

    • SERGIO SANGUINETI Reply

      A tappeto, in tutta Italia. Un business più vasto di quello del calcio, della droga e della criminalità organizzata… Ovviamente in mano agli “illuminati” sinistri.

  1. SERGIO SANGUINETI Reply

    Eh, eh!… Una goccia in un mare!… Questi criminali operano, indisturbati, da 49 anni, IN TUTTA ITALIA!… Bibbiano, come ho scritto altrove, non è altro che la punta dell’iceberg tenuto ben coperto dai bolscevichi che, sedicenti “democratici” ed operanti “nel supremo e preminente interesse del minore” hanno scippato bellamente i figli a padri (per il 93% colpevoli d’essere padri e maschi) e madri (circa il 7%, perché non riuscite ad accattivarsi le perverse menti dei cosiddetti “operatori del sociale”)… Del Forteto esiste più d’un esemplare in ogni regione d’Italia, soprattutto dove, da 75 anni, governa la maledizione della “democratica” sinistra, sciagura del XX° secolo che, grazie a queste canaglie, al sottoscritto ha “legalmente” elargito il sequestro del figlio nella rossa Liguria. Da 21 anni.

  2. in toscana terra da sempre comunista *forteto* in emilia romagna altra terra comunista* Bibbiano* il bubbone e’ scoppiato facciamo uscire il puss (comunismo) e disifestiamo l’Italia, e’ ora di dire basta ai sinistri!!!!

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