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Domenica 27 ottobre diversi tipi di barche solcheranno le acque del canale dei Navicelli: dalle canoe al dragon boat, dalle tavole sup (stand up paddle) alle canoe polinesiane. La manifestazione a colpi di remi (e pagaia) lungo i diciassette km dell’omonimo canale che unisce Pisa a Livorno prende il via nel cinquecentesimo anniversario della nascita di Cosimo I de’ Medici, che ordinò la costruzione del canale per collegare Pisa al nascente porto di Livorno. “Navicelli” arriva alcuni mesi dopo la riuscita Navigarno, la bella discesa lungo l’Arno da Firenze a Pisa, avvenuta lo scorso mese di aprile.

Il canale prende il nome dai cosiddetti navicelli, le tipiche imbarcazioni toscane di piccole dimensioni usate un tempo per il trasporto di merci provenienti dalla pianura pisana, e anche da zone più interne, fino a Empoli: l’Arno un tempo era navigabile fino al ponte di Mezzo.

Con “Navicelli” si intende rilanciare l’Arno dal punto di vista sportivo e turistico, ma anche promuovere il contatto con la natura e far conoscere meglio i luoghi e la storia della Toscana. “Dall’esperienza di Navigarno – ha detto l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – nasce una riflessione. Negli anni, soprattutto a partire dal dopoguerra, abbiamo perso il rapporto con l’Arno. Abbiamo perso la confidenza con le sponde, con l’acqua, con la quotidianità e con tutte le attività che invece erano parte integrante delle comunità che hanno vissuto e vivono lungo il fiume. L’Arno è diventato una sorta di corpo estraneo rispetto alle città, da guardare con attenzione soltanto in caso di eventi calamitosi. Abbiamo perso quella parte di legame con una delle aree più autentiche da un punto di vista naturalistico. Questa manifestazione rappresenta una sorta di riappropriazione di questo spazio. I Canottieri in realtà non l’hanno mai lasciato e ne sono stati un presidio. Adesso sono iniziate le ‘letture’ del rapporto col fiume in termini di valorizzazione turistica, con un occhio alle esperienze di altre grandi città europee e per approfittare di punto di osservazione delle città assolutamente inconsueto”.

“Grazie a Navigarno – ha aggiunto l’assessore – abbiamo potuto capire cos’è cambiato nel fiume e cercati di sollecitare un’attitudine a rispettarlo, dato che per decenni lo abbiamo utilizzato come discarica, sia in acqua che lungo le sponde, senza alcun rispetto verso la parte più viva del territorio. Questo aspetto va recuperato, ma non possiamo farlo in un giorno. Percorrerlo è un’ulteriore esperienza per raccontare non solo una storia ma un intreccio di opportunità e scenari completamente diversi da quelli urbani. Un viaggio, attraverso il Parco di San Rossore, anche per raccontare il rapporto tra il fiume ed il mare lungo una delle zone forse più intatte. Recupero del rispetto per il fiume e sostegno a chi, questo rispetto, lo ha sempre avuto. E da qui ripartire per una nuova ‘lettura’ di una parte rilevante della nostra storia”.

“Tante politiche che stiamo portando avanti con la Regione Toscana – ha sottolineato l’assessore all’ambiente, turismo ed urbanistica Cecilia Del Re – mirano a delocalizzare i flussi turistici. Occorre governare il fenomeno cercando di non far concentrare i turisti sempre nei soliti luoghi delle nostre città. Valorizzare altri territori, oppure altre tratte come quella dell’Arno, è per noi molto importante. Occorre narrare in maniera diversa il nostro territorio partendo da Firenze ma poi spostandosi verso altri lidi. C’è la volontà, da parte di questa amministrazione, di riavvicinare i cittadini all’Arno. Un fiume che, finora, è stato avvertito come minaccia dopo l’alluvione del 1966 ma che, invece, grazie alle opere di messa in sicurezza, cura e bonifica è tornato ad essere un luogo naturale che accoglie i cittadini. Ben venga, dunque, questa bella iniziativa portata avanti dalla Canottieri Comunali Firenze per rendere protagonista l’Arno”.

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