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Stava tornando a casa dopo aver fatto una passeggiatina con il cane, lungo il viale D’Annunzio, che collega Pisa al suo litorale. All’improvviso da dietro una siepe sono comparsi tre uomini che l’hanno spinta con violenza, malmenata e legata con il guinzaglio, mettendo in atto subito dopo il loro piano criminale: entrare nella sua casa e portarle via soldi e preziosi. Molto probabilmente avevano studiato nei minimi particolari quel piano e conoscevano tutte le abitudini della donna.

I rapinatori erano in tre, con il volto coperto e, secondo il racconto della vittima, un accento dell’Europa dell’Est. La donna, Bruna Ghelardoni (69 anni), ha riportato la frattura del bacino. “Mi hanno fatto entrare in casa – racconta al Tirreno – hanno spento la luce, mi hanno coperto la bocca perché nessuno potesse sentire la mia voce se solo avessi potuto chiedere aiuto”.

I rapinatori si sono divisi i compiti: uno faceva il palo, controllando che non arrivasse nessuno, l’altro rovistava ovunque, alla caccia di soldi e oggetti di valore, il terzo, infine, teneva ferma la donna. Più di una volta l’hanno minacciata di morte, intimandole di restare in silenzio. Il valore della refurtiva, stando ad una prima sommaria valutazione della signora, si oscilla intorno ai diecimila euro. A preoccupare è la particolare efferatezza della rapina.

1 Comment

  1. mario salvatori Reply

    Ma che ce frega se delinquenti dell’est, hanno aggredito e storpiato una povera donna per poi rapinarla. La notizia che fa scalpore è che “.Nel carcere di Agrigento si denunciano violenze sui detenuti: la Procura apre un’inchiesta” Ahahahah.
    I merdaioli rossi, hanno fatto la pseudo legge sulla tortura; quindi ” Avanti popolo, alla riscossa, bandiera rossa trionferà”.

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