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I romani consideravano il tartufo di origine divina. “Creato dal fulmine sacro di Giove e a lui caro – scrive la giornalista enogastronomica Licia Granello – ospitato e gustato con appetito nelle meravigliose tavolate dell’Olimpo. Se dunque esiste un cibo che merita l’appellativo di ‘divino’, quello è sicuramente il tartufo”.

A San Miniato (Pisa), capitale del tartufo bianco, si apre la stagione dedicata al prezioso fungo ipogeo dalla forma simile al tubero. Due mesi di eventi, toccando i borghi e i luoghi dove il tartufo viene trovato. Ogni settimana ci sarà anche una manifestazione per far conoscere meglio il tartufo che si affianca alle proposte dei ristoranti del territorio.

Nelle colline sanminiatesi si raccoglie un quinto della produzione nazionale di tartufo bianco e il gruppo dei “tartufai” conta più di 400 componenti. Il primo appuntamento è in programma venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 settembre a La Serra, con la Sagra del tartufo e del fungo porcino. A Corazzano, sabato 5 e domenica 6 ottobre, si terrà la Fiera Mercato del tartufo Bianco, arrivata all’edizione numero 33.

Il 19 e 20 ottobre è in programma la sagra del tartufo di Balconevisi mentre nel week end del 12 e 13 ottobre ci sarà un interessante prologo con Palio del Papero. L’associazione la Ruga a Ponte a Egola sabato 26 e domenica 27 ottobre propone invece la sesta edizione della Sagra del Tartufo con cena e menù alla carta. Gran finale il 2 e il 3 novembre con Tartufo al Pinocchio, a San Miniato Basso, con bancarelle, mercato e diverse attività per grandi e piccoli.P revista anche la mostra micologica e quella degli animali da cortile.

Foto: Wikipedia

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