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Si è tolta la vita gettandosi dal quarto piano della sua abitazione, lasciando nella disperazione la sua famiglia. Ventenne, figlia di immigrati da anni residenti in Toscana, a Monsummano Terme (Pistoia), frequentava una prestigiosa università di Roma dopo aver vinto una borsa di studio. Non ha lasciato messaggi per spiegare il proprio gesto. La procura di Pistoia indaga per istigazione al suicidio: è convinta, infatti, che qualcuno possa aver spinto la ragazza a farla finita.

Inizialmente si era parlato di “bullismo“. La ragazza, ha ipotizzato qualcuno, non avrebbe retto la differenza sociale ed economica rispetto ai propri colleghi di studio. Qualcuno potrebbe averla presa di mira, facendola sentire non all’altezza o poco gradita in certi ambienti.

C’è un particolare di cui bisogna tenere conto. La ragazza, tornata a casa giovedì 15 settembre, il giorno dopo sarebbe dovuta andare dei carabinieri per parlare di un problema che aveva avuto a Roma. Mancava solo un’ora a quel faccia a faccia con le forze dell’ordine, quando la giovane si è tolta la vita. Questa coincidenza ovviamente non può passare inosservata. Le indagini si concentrano su cellulare, tablet e pc della ragazza, cercando di individuare una traccia che possa fare luce sulla vicenda: un messaggio, una mail, una foto, tutto può essere utile. Nel frattempo spunta una pista.

La ragazza sarebbe stata ossessionata dalla circolazione di alcune foto osè che la ritraevano (glielo avrebbero rivelato alcuni amici di Roma). Fatto, questo, per cui aveva già sporto denuncia contro ignoti. Non si sa se quelle foto esistessero o meno. Ma qualcuno, probabilmente, minacciava la ragazza.

Prima dell’estate, a giugno, la ragazza era andata in ospedale in uno stato di grave prostrazione. Ma in quel caso non era stata presentata alcuna denuncia. Bisogna cercare di capire se quello stato di difficoltà psicologica fosse legato a qualche episodio specifico (ricatto). La pista del bullismo è stata suggerita agli inquirenti dai genitori della sfortunata ragazza.

Un altro particolare interessante: dopo due anni la ragazza non aveva più ottenuto la borsa di studio e, non avendo grosse possibilità economiche per mantenersi gli studi a Roma, aveva pensato di rientrare in Toscana e di iscriversi in un altro ateneo. Questo elemento potrebbe aver contribuito a mandare in grave crisi la ragazza?

 

Foto d’archivio

 

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