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Di nomi ne erano circolati tanti, ma alla fine il risultato è questo: zero esponenti toscani nel nuovo governo. Né ministri, né viceministri, né sottosegretari. Tra i più arrabbiati c’è Dario Nardella, sindaco di Firenze. “Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti si dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato”.

“È inconcepibile e assurdo – rincara la dose Nardella – che il Pd tenga fuori da questo governo la regione in assoluto che ha dato più voti e più consenso a questo partito con il capoluogo Firenze dove si è toccato il record di voti nelle ultime elezioni. Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi”.

Anche Simona Bonafè, segretaria regionale del Pd, non l’ha presa bene: “Leggendo la lista dei sottosegretari e viceministri non posso negare la mia profonda delusione e amarezza per la mancanza di nomi toscani del Partito Democratico. Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare. La Toscana è stata l’unica regione dove nelle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha saputo tenere testa alla Lega. Alle amministrative di giugno abbiamo riconquistato con il buon governo tutte le città capoluogo al voto e permesso al Partito Democratico nazionale di salvare un risultato complessivo molto deludente. Non possiamo essere considerati solo serbatoio di voti, esprimiamo una classe dirigente preparata e competente che avrebbe potuto dare un contributo importante al nuovo governo”.

C’è chi parla, addirittura, di “purga Renzi“. Il capogruppo regionale del Pd Leonardo Marras, lo dice esplicitamente: “Nessun toscano del Partito Democratico fa parte del governo appena formato. Eppure il Pd in Toscana ha registrato il miglior risultato nazionale anche alle ultime europee, ed è l’organizzazione regionale più importante d’Italia. Non ci volevo credere, ma è così”.

Questa lamentela fa arrabbiare la segreteria del Pd, con gli uomini vicini al segretario che sottolineano come nel governo Conte bis in realtà ci sono esponenti renziani. Qualche nome? Teresa Bellanova (ministro Agricoltura), Anna Ascani (viceministro Istruzione), Alessia Morani (sottosegretaria Sviluppo economico), Ivan Scalfarotto (Difesa). Insomma, altro che purga renziana…

Nicola Zingaretti getta acqua sul fuoco: “Ci sono stati anche dei problemi, ho visto la Toscana e altri casi, ma sono figli della coincidenza di tanti criteri, di territori, di competenze, di sensibilità politiche, di genere e di condizioni che, alla stretta, possono creare problemi – ha detto il segretario dem – Assicuro che non c’è nessun tipo di discriminazione politica, non era questo e non è mai stato questo l’obiettivo di nessuno. I democratici devono essere contenti perché grazie al buon rapporto con i nostri alleati e a chi ha seguito le trattative, c’è un’ottima rappresentanza numerica e di personalità all’interno del governo. I territori non rappresentanti sono temi che dovremo affrontare ma non perdiamo di vista che c’è un governo che sta partendo e il Pd, insieme agli alleati, è il protagonista di questa avventura. Ora dobbiamo realizzare il programma. Se ci sono stati ritardi o problemi, li affronteremo”.

Foto: Giuseppe Conte (Facebook)

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