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La sera di venerdì una donna americana di 74 anni si è sentita male, avvertendo fortissimi dolori allo stomaco, ed ha raggiunto il pronto soccorso di Pistoia. Dopo aver atteso sette ore prima di essere visitata, poco dopo è morta. L’episodio è stato raccontato da una sua amica, che dopo averla sentita al telefono l’ha raggiunta in ospedale: “L’ho trovata su un lettino, tutta scomposta e con lenzuola e vestiti madidi di sudore. La flebo era finita, ma in volto era sofferente. Ho chiesto aiuto, ma abbiamo dovuto attendere per la visita da cui è emerso che aveva in corso una pancreatite e un ictus. Poco dopo è morta”. In un sms mandato a un’amica, mentre con molta sofferenza attendeva la visita, l’anziana aveva scritto:  “Sono tanto stanca e ho un dolore terribile alla bocca dello stomaco e sudori freddi. Sono tutta rotta, mi viene voglia di vomitare”.

Il caso è finito in Consiglio regionale, con un’interrogazione a risposta scritta presentata da Maurizio Marchetti, capogruppo regionale di Forza Italia: “Voglio sapere tutto: stato delle piante organiche nel pronto soccorso del San Jacopo a Pistoia, personale in turno quella notte, numero degli accessi sia quella notte che in storico, visto che la Asl sul decesso della paziente definito ‘improvviso’ dopo un’attesa di 7 ore si trincera dietro al dito del sovraffollamento anziché delle carenze di personale. Voglio inchiesta interna e audit clinico, non giustificazioni in libertà”.

“Le persone – prosegue Marchetti – devono poter andare in pronto soccorso e lì trovare risposta adeguata ai loro bisogni di cura, soprattutto dal momento che manca tutta la rete territoriale. Affinché ciò sia, è necessario in pronto soccorso i sanitari non siano sempre con l’acqua alla gola e condannati a perenne superlavoro da carenze strutturali di medici, infermieri, oss, tecnici di laboratorio… La Asl non può affermare che dopo 7 ore una morte sia ‘decesso improvviso’, né sterzare la responsabilità dell’affanno in corsia sul numero di accessi. Parliamo dell’organizzazione. Allo stesso modo – prosegue la riflessione del capogruppo di Forza Italia – la giunta toscana non può nascondersi dietro la crisi delle vocazioni mediche nell’emergenza-urgenza o dietro gli imbuti formativi di oggi: c’è stato un tempo in cui Rossi poteva e doveva assumere sanitari ma non l’ha fatto malgrado le nostre ripetute segnalazioni che non erano allarmismo, ma segnalazione di criticità che dovevano servire a scongiurare che accadesse quanto avvenuto l’altra notte a Pistoia”.

La procura di Pistoia ha aperto un’inchiesta. “L’Azienda – si legge in un comunicato – dà la sua piena disponibilità alla magistratura per giungere il più rapidamente possibile alla chiarezza», precisa una nota. Domani sarà effettuata una pre-analisi nella quale sarà stabilito quando effettuare l’Audit con i professionisti del Dea. L’esito nonché gli atti che ne deriveranno saranno poi trasmessi al rischio clinico regionale. In questa fase il rischio clinico aziendale, spiega la Asl, sta analizzando la documentazione clinica, per accertare la correttezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche e verificare l’attività organizzativa svolta nel pronto soccorso. La paziente era giunta in pronto soccorso alle ore 22,13 dello scorso venerdì notte e secondo quanto riportato dalla cartella clinica presa in carico dell’équipe sanitaria in quel momento in turno. Alla donna era stato attribuito un codice 3 (urgenza differibile) perché presentava una sintomatologia acuta che la paziente riferiva di avere da due giorni. Al momento dell’accettazione era in buone condizioni generali e deambulava autonomamente e solo alla successiva rivalutazione dei parametri vitali e alla somministrazione delle terapie veniva invitata a sdraiarsi in barella e monitorata dal personale. Gli esami svolti confermavano il quadro clinico acuto iniziale e le condizioni cliniche generali non apparivano critiche. Nelle ore successive la situazione clinica si evolve in uno stato di coma. Il medico rianimatore, viene sottolineato dall’Asl, è intervenuto tempestivamente in pronto soccorso, ha confermato la gravità del quadro clinico, accompagnando la paziente ad eseguire un’indagine diagnostica radiologica, ma intorno alle ore 4,35 la paziente subisce un arresto cardio-respiratorio che, nonostante i 45 minuti di manovre respiratorie, la portavano al decesso”.

Foto: Regione Toscana

 

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