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A 50 anni dallo sbarco sulla Luna si continua a parlare del giorno in cui l’uomo potrà stabilirvisi in pianta stabile, per compiere ricerche sempre più approfondite o magari, chi lo sa, per altri motivi (visto che già si parla di turismo spaziale, non possiamo escludere che un giorno una delle mete più ambite possa essere proprio la Luna). Uno dei problemi quasi insormontabili, sino ad ora, era il costo di un’eventuale stazione da costruire sul suolo lunare. Ma potrebbe esserci una svolta, in tempi molto rapidi. I “mattoni” per costruire le strutture necessarie a ospitare l’uomo, infatti, potrebbero essere fabbricati direttamente sulla Luna, con un incredibile risparmio.

Come si legge sul Tirreno lo studio, portato avanti dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nell’ambito di un progetto dell’Esa (European Space Agency), prevede la realizzazione di un mattone, direttamente sulla Luna, attraverso una speciale stampante 3D, utilizzando i seguenti materiali: regolite (sabbia lunare), acqua e un reagente chimico. Ovviamente occorreranno anche dei “rover”, le auto-robot che già sono state sulla Luna.

Dopo cinque anni di lavoro i mattoni sono stati preparati in laboratorio. Vista l’impossibilità di utilizzare la polvere lunare e i costi molto elevati di quella surrogata prodotta negli Usa, gli scienziati italiani hanno ideato e prodotto in casa una materia prima ad hoc, utilizzando la sabbia vulcanica del lago di Bolsena (simile al suolo lunare per il 99,8%) mixata con alcune sostanze chimiche scoperte sulla Luna. Lo speciale mattone è stato prodotto dal team di ricercatori dell’Istituto di Tecnologie della comunicazione, dell’informazione e della percezione (Tecip) del Sant’Anna, coordinato da Valentina Colle.

Come sono fatti questi mattoni? Sono bucherellati e di colore grigio. La loro particolare forma serve a ridurre l’acqua. I mattoni saranno molto resistenti e potranno essere utilizzati per costruire vari tipi di strutture. Gli “arredi” degli edifici lunari, o per meglio dire i moduli che saranno collocati all’interno, verranno inviati dalla Terra. Il progetto prevede la fabbricazione del mattone tramite stampa tridimensionale con materiale sabbioso chiamata D-Shape, inventata e brevettata dall’ingegner Enrico Dini, fondatore dell’azienda Monolite UK Limited. I risultati del progetto, molto incoraggianti, sono ampiamente diffusi in Europa e nel mondo e hanno riscosso notevole interesse anche presso la Nasa.

Foto: in alto sezione di mattone realizzato in regolite. In basso esempio di modulo lunare (santannapisa.it)

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