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Per vendere la droga, soprattutto cocaina, prediligevano muoversi nelle aree gioco frequentate dai bimbi nei parchi della periferia di Pistoia. Un blitz, scattato stamani nei quartieri Le Fornaci e Porta San Martino con l’impiego di 25 uomini della Guardia di Finanza e l’impiego di unità cinofile, ha portato all’arresto di quattro persone, un cittadino marocchino di 38 anni e tre italiani: uno di 43 anni (ai domiciliari), un altro, di 35 anni, sottoposto all’obbligo di dimora. Il quarto, di 44 anni, è stato arrestato in flagranza di reato: l’hanno trovato in possesso di 50 grammi di cocaina e 2,5 grami di hashish.

L’indagine, durata circa un anno, ha fatto luce su un’attività di spaccio che avveniva nelle zone di maggior densità abitativa, ritrovo anche di minorenni. Le forze dell’ordine hanno monitorato numerose cessioni di stupefacenti, molte delle quali avvenute vicino ai parchi frequentati dai bambini. Il volume d’affari criminale è stato stimato in circa 500.000 euro.

A Livorno, sempre stamani, sono state eseguite misure cautelari nei confronti di dieci persone di nazionalità albanese, tunisina e italiana. Secondo gli inquirenti facevano parte di una banda criminale, dedita alla spaccio di droga nelle principali piazze della Toscana. Oltre alle misure cautelari si segnalano anche 13 perquisizioni (personali e domiciliari). I poliziotti avevano concentrato la loro attività di monitoraggio su vari pusher, stranieri e italiani, impegnati quotidianamente nelle principali piazze di Livorno: Via Garibaldi, Piazza Garibaldi, Piazza della Repubblica, Piazza XX settembre, Piazza Cavour, Piazza Grande, Piazza del Municipio, il mercato ortofrutticolo di Piazza Cavallotti e via Giordano Bruno. Sono le zone in cui gli spacciatori cedevano droga ai loro clienti, soprattutto giovani italiani.

Le indagini, svolte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, ha documentato moltissime cessioni di droga da parte degli indagati, circa 30 al giorno. Lo spaccio era ben organizzato: l’acquirente si accordava al telefono con lo spacciatore per avere indicazioni sul luogo da raggiungere per acquistare la dose. Ricevute le informazioni si recava all’appuntamento, in diverse zone della città (sempre diverse). Inizialmente veniva consegnato il denaro, poco dopo un’altra persona, in un luogo poco distante, consegnava la
droga.

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