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Altro che succo di frutta biologico, la truffa scoperta dagli uomini della Guardia di finanza di Pisa ha smascherato un prodotto che era tutt’altro che bio. Si trattava, infatti, di un succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine ma dichiarato come biologico di origine europea. Protagonisti dell’operazione “Bad Juice” l’Ispettorato centrale repressione frodi (Icqrf) e i militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa, con la collaborazione di Eurojust. Nove ordini di arresto in carcere e beni sequestrati per 6,5 milioni di euro, con oltre un milione e 400 mila kg di prodotto falso bio e falso prodotto comunitario.

In manette il titolare dell’azienda “Italian Food” (sede legale a Portici, sede operativa a San Miniato), Walter Buonfiglio, e il fratello Giorgio Buonfiglio, residenti a Ponsacco (Pisa), quattro dipendenti e altre due persone, Luciano Gerardo e Ciro Palma. Misura cautelare richiesta anche per il titolare della società serba “Perfect Fruit”. Walter Buonfiglio è titolare della squadra di calcio del Ponsacco (Serie D).

Da dove arrivava il prodotto? Sappiamo che le aziende produttrici formalmente erano localizzate in Croazia e Serbia anche se a gestirle erano due imprenditori pisani, a capo di quella che per gli inquirenti è un’associazione a delinquere che poteva contare su varie persone, tra dipendenti e altri soggetti esteri a conoscenza dei fatti.

Grazie alla documentazione delle aziende croate il prodotto, proveniente dalla Serbia, finiva in commercio, con gravi rischi per i consumatori, visto e considerato che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, la frutta utilizzata era deteriorata (non idonea all’alimentazione umana) e conteneva elevate quantità di micotossine (patulina), oltre a prodotti chimici (fungicidi, insetticidi ed erbicidi) non utilizzabili per i prodotti biologici. Al succo, inoltre, venivano aggiunti acqua e zuccheri per “truccare” il sapore.

L’inchiesta ha svelato la produzione di molti documenti falsi grazie ai quali il succo di mela otteneva la certificazione di prodotto biologico e la provenienza europea, oltre al danno fiscale dovuto al fatto che le imprese, pur essendo formalmente costituite in Croazia e Serbia, nei fatti erano gestite dall’Italia.

L’indagine è scattata dopo la segnalazione degli organismi di controllo della Germania e dell’Olanda, che hanno sollevato dubbi sulla provenienza e la produzione del concentrato di succo di mela, peraltro utilizzato anche come edulcorante per marmellate, confetture e altri prodotti di noti marchi, sia italiani che stranieri (estranei ai fatti).

Il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ha espresso la propria soddisfazione per l’operazione della Gdf: “Il nostro sistema di controlli è riconosciuto tra i migliori al mondo e, ancora una volta, lo abbiamo dimostrato. L’operazione dell’Icqrf, con la collaborazione della Guardia di Finanza, conferma la robustezza del nostro sistema e l’impegno del ministero per la tutela dei consumatori e dei produttori italiani”. Il ministro ha poi ricordato che nei primi 4 mesi del 2019, in confronto con il medesimo periodo 2018, l’Icqrf ha incrementato del 15% i controlli sul Bio, con un incremento del 23% degli operatori controllati. Gli operatori risultati irregolari sono passati dal 7,2% al 18,1%. Le contestazioni amministrative si sono più che quintuplicate, ma anche le diffide sono aumentate del 68%, a vantaggio dei produttori che commettono meri errori formali.

 

Foto: Wikipedia

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1 Comment

  1. Non dico di mettere nome e cognome di questi illustri “galantuomini” sarebbe troppa grazia ma perlomeno il nome
    con il quale questa schifezza veniva venduta

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