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Che spettacolo ragazzi. Il Pisa vince 3-1 a Trieste e va dritto in Serie B, davanti al pubblico nerazzurro con le lacrime di gioia e la voglia di festeggiare fino a notte fonda, e poi ancora, nonostante i 500 km da Pisa. Sui lungarni esplode il delirio, ma è festa grande anche a Trieste, davanti ai cinquemila scatenati tifosi nerazzurri.

Gli uomini di mister D’Angelo hanno disputato una grande partita, dimostrando (sul campo) una netta superiorità rispetto agli avversari, ben messi in campo e con alcuni elementi validi. Ma nel complesso il Pisa era più forte, e si è visto prima all’Arena e poi al Nereo Rocco. I cinque gol messi a segno complessivamente, contro i tre della Triestina, sono solo uno degli aspetti che dimostrano la superiorità nerazzurra e il pieno merito del risultato. Il Pisa ha prodotto tantissime occasioni ed ha saputo soffrire e difendersi, quando la Triestina ha pareggiato e – giustamente – ci ha creduto. Alla fine, però, il campo ha emesso il verdetto: la squadra più forte ha conquistato la B, con pieno merito. E nessuno dei tifosi della Triestina può avere nulla da ridire.

Gran bello stadio quello di Trieste. Andrebbe imitato anche a Pisa, e in tempi rapidi. Giocare in un impianto così fa bene al calcio: pubblico vicino al campo, ventimila e passa spettatori comodamente seduti e tutti al coperto. E’ la dimostrazione che, volendo, si può e si deve fare.

La partita. Bella e appassionante, ricca di emozioni e, alla fine, durata 120 minuti, visto che le due squadre hanno chiuso i 90 minuti sull’1-1. Il Pisa ha saputo sfruttare al meglio i cambi e sicuramente ha beneficiato della superiorità numerica, dovuta all’espulsione di Lambrughi al 36′ st. Il 3-1 è più che meritato per i nerazzurri, anche se la Triestina recrimina per un fallo da rigore che l’arbitro non ha visto ma che, forse, ha deciso di voler giudicare in modo benevolo per “compensare” il penalty generoso concesso precedentemente ai padroni di casa.

Il Pisa passa in vantaggio al 27′ pt con un gran bel gol di Masucci che insacca con un pregevole colpo dopo una spizzata di Marconi su cross preciso di Di Quinzio. Masucci sfiora il raddoppio proprio alla fine del primo tempo, sprecando una grande occasione. ancora ispirata da Di Quinzio con il cross finale di Birindelli.

Nel secondo tempo la Triestina getta nella mischia il forte Mensah, lasciato a riposo nel primo tempo. Sulla fascia sinistra il giocatore si rende subito pericoloso e gli alabardati impensieriscono il Pisa. Ma è ancora il Pisa a farsi avanti e, con una grande giocata di Gucher al 6ì st, fa paura ai padroni di caso. Passano cinque minuti e l’arbitro concede il rigore alla Triestina (discutibile), su entrata di De Vitis che anticipa su Maracchi. Dagli undici metri Granoche realizza, alla destra di Gori che indovina l’angolo ma non ci arriva: 1-1, palla al centro e tutto da rifare. Il Pisa ci crede e al 16′ Masucci sfiora ancora il gol di testa. Nel frattempo, dopo l’uscita di Meroni infortunato (per Buschiazzo) al 14. st, D’Angelo getta nella mischia Verna e Minesso per Liotti e Birindelli. Aumenta la qualità offensiva del centrocampo nerazzurro, con Pesenti che poi va a sostituire Masucci al 27′. Dopo sei minuti Marconi inserisce il turbo e, dopo aver seminato tre avversari viene steso prima di entrare in area da Lambrughi: l’arbitro estrae il rosso e la Triestina è in dieci. Al 40′ il Pisa corre un rischio altissimo, con un tocco di braccio (alato) di Buschiazzo, ma per l’arbitro non c’è il fallo. Marconi – ancora lui – colpisce la traversa al 43′, con un’altra grande giocata che dimostra il suo stato di forma eccezionale. Nel recupero De Vitis tocca Procaccio in area, proprio sotto la curva dei tifosi del Pisa. Per quasi tutti i supporter nerazzurri è rigore ma l’arbitro decide diversamente.

Supplementari. Gli ultimi trenta minuti sono un patema. Ma iniziano benissimo per il Pisa, che al 2′ ritorna in vantaggio sempre con Marconi, con una grandissima girata al volo su sponda di Buschiazzo. Il bomber nerazzurro ex Alessandria sfiora la rete dopo sette minuti, con un bolide salvato in extremis da Formiconi. Al 10′ del secondo tempo supplementare l’apoteosi. Gucher insacca il terzo gol, su tocco di Verna dopo un gran colpo di testa di Marconi. L’austriaco mette il sigillo alla vittoria.

I cinquemila colorati e rumorosi tifosi nerazzurri esplodono di gioia: il sogno si realizza. “Ce ne andiamo in B”, gridano in coro. E’ tutto vero. Una giornata perfetta. Una doppia finale bellissima quella del Pisa, guidato magistralmente da mister D’Angelo, che dopo la ripresa del campionato a gennaio ha trovato la quadratura del cerchio e, grazie a rinforzi adeguati e un gruppo cresciuto a vista d’occhio, riporta il calcio che conta all’ombra della Torre.  Giuseppe Corrado, al settimo cielo – così come tutto lo staff nerazzurro al gran completo – va sotto la curva nerazzurra e festeggia con un sorriso enorme. Dopo tanti sacrifici e sofferenze è festa, grande festa per il Pisa. Strameritata. Godiamoci tutti il momento e pensiamo al prossimo anno con il sorriso in tasca. Il lavoro, la serietà e l’impegno pagano. Anche nel calcio.

Foto: Gabriele Masotti

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