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La Fiorentina volta pagina: il nuovo proprietario è l’imprenditore americano (ma nato in Italia) Rocco Commisso. Ha rilevato il club viola dai fratelli Della Valle sborsando 165 milioni di euro. L’accordo è stato siglato a Milano, nello studio legale Bonelli Erede.

A Firenze pochi rimpiangeranno i Della Valle, che pure riportarono il club in Serie A, dopo il fallimento di Vittorio Cecchi Gori nell’estate del 2002: la Fiorentina portò i libri in tribunale e il calcio a Firenze dovette ripartire dalla C2, con la Florentia Viola. Per i Della Valle fu un “affare”, visto che per acquistare il marchio spesero solo 2,5 milioni di euro e, con una sola promozione (in C1), finirono subito in B grazie a un ripescaggio. Tornata in A nel 2004, la Fiorentina visse alterne fortune (tra gli alti si segnalano due qualificazioni in Champions League). Il popolo viola, però, non accettò le limitate ambizioni dei Della Valle, che pure qualche soldino lo incassarono vendendo bene alcuni gioiellini. Pochissime soddisfazioni e un senso di ribellione sempre più forte hanno spinto i tifosi a dichiarare guerra alla famiglia proprietaria del club, fino ala lenta agonia di questa stagione, conclusasi con la salvezza in Serie A strappata all’ultima giornata, dopo un pareggio “tattico” all’Artemio Franchi con il Genoa.

Si chiude un’era e il nuovo patron fa sapere di aver impiegato tre anni per portare a casa il risultato. I Della Valle escono di scena con una punta polemica. Spiegano che “tra le varie offerte ricevute, abbiamo privilegiato non quella economicamente più vantaggiosa per noi, ma quella che riteniamo dia le maggiori garanzie di un solido ed appassionato futuro alla società, considerando la conoscenza e la competenza che Rocco Commisso ha già nel mondo del calcio”.

Commisso ha i soldi e conosce il calcio. Presidente e ad della quinta tv via cavo Usa, Mediacom, con 4.500 dipendenti e 1,4 milioni di clienti, nel gennaio 2017 l’imprenditore ha acquistato la maggioranza dei New York Cosmos, la squadra di calcio Usa più riconosciuta al mondo, ma con gravi problemi finanziari. Prima di tutto ha risanato le casse del club, poi gli ha ridato una casa (stadio). E non ha esitato a scontrarsi, anche duramente, con i “padroni del vapore” del calcio Usa.

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