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La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno ha dato il via libera alla costruzione della moschea a Pisa. Il documento inviato al Comune di Pisa, a firma del Soprintendente Andrea Muzzi, contiene l’autorizzazione paesaggistica concessa all’associazione culturale islamica di Pisa, che nel 2012 aveva acquistato un terreno a poca distanza dalla Torre di Pisa per costruire una moschea e ottenuto la destinazione a luogo di culto, dopo una variante urbanistica votata dall’allora giunta di sinistra. Ottenuto il parere favorevole la comunità islamica dovrà modificare il progetto attenendosi ad alcune prescrizioni della Soprintendenza, che non ha ritenuto vincolante l’oscuramento delle visuali panoramiche dei Monti Pisani, che era stato invece determinante nella bocciatura del progetto stesso da parte della commissione urbanistica del Comune.

Tra le modifiche richieste dalla Soprintendenza si parla della realizzazione “in continuità e armonia con le direttrici del tessuto edilizio esistente”. L’edificio dovrà essere “ruotato e allineato con l’edilizia esistente del villaggio Centofiori”. Conseguentemente la facciata della moschea non sarà più su via del Brennero ma su via Chiarugi. Questa modifica, sottolinea la Soprintendenza, permetterà di “limitare le superfici pavimentate a beneficio delle aree verdi”. A tal fine, inoltre, si raccomanda di “inserire qualche alberatura” lungo la strada, per “mitigare nella visuale del viale la presenza dei volumi del Cus”.

Il movimento Diritti in Comune coglie la palla al balzo e punta subito il dito contro la Giunta guidata dalla Lega: “Ora non ha più alibi per bloccare la libertà di culto. Riteniamo che il no della commissione urbanistica sia stato influenzato dall’indirizzo politico dell’amministrazione comunale. Ma ora il Comune è obbligato a tenere presente il parere della Soprintendenza”.

Per le forze di sinistra in consiglio comunale si tratta di una “sconfitta della giunta leghista”, come spiega Federico Oliveri di Diritti in Comune”, che aggiunge: “Aveva fatto del No Moschea un mantra elettorale”. Vedremo quale sarà la risposta dell’amministrazione comunale.

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