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Immaginate una rischiosa operazione di salvataggio con il mare in tempesta oppure difficile una missione per contrastare l’inquinamento, magari dopo un gigantesco sversamento di petrolio. In casi come questi presto potranno intervenire anche delle barche senza equipaggio. Non è fantascienza, visto che “Sand” (Safety & Ambient Nautic Drone) dopo la presentazione ufficiale al Salone nautico di Parigi è visibile anche a Viareggio (Lucca), fino al 12 maggio, nell’ambito della terza edizione del Versilia Yachting Rendez-vous.

La speciale barca senza marinai, lunga sedici metri, potrà solcare tutti i mari, anche quelli più pericolosi, grazie a sofisticate apparecchiature tecnologiche. L’ha realizzata un pool di imprese: Effebi, Meccano Engineering e IDS Ingegneria Dei Sistemi. Per costruirla hanno lavorato un centinaio di persone, impegnate per due anni e mezzo. Il progetto è costato cinque milioni di euro, con la Regione Toscana che ne ha stanziati 2,5.

In pratica Sand è uno speciale drone marino in grado di resistere a tutte le possibili sollecitazioni dell’ambiente in cui è chiamato a operare, muoversi e lavorare in autonomia, anche in condizioni particolarmente difficili, come sottolinea Stefano Reggente, presidente e ad di Meccano Engineering, che ne ha curato la progettazione: “Dalla progettazione di dettaglio alle fasi costruttive – aggiunge – dalla scelta dei materiali all’applicazione delle nanotecnologie, abbiamo fatto ricorso a tutte le più moderne tecniche e tecnologie disponibili: i risultati vanno oltre le aspettative e sono  di ulteriore stimolo per il futuro”.

“Siamo orgogliosi di poter esporre il successo di un così grande sforzo – dichiara Katia Balducci, ad di Effebi -. Con il progetto Sand abbiamo anche riprogettato le aree di cantiere in chiave ‘fabbrica intelligente’, con elevati standard di sicurezza sul lavoro, di efficienza energetica e di rispetto per l’ambiente”.

Scopriamo come funziona

Alla base del funzionamento di Sand c’è un complesso sistema di intelligenza artificiale in grado di “dialogare” con i sistemi nave e grazie anche a sistemi di visione remota. Dotato di un sistema di guida autonomo, riconosce ed evita gli ostacoli e decide la rotta più adatta (in termini di velocità e sicurezza) per svolgere la missione assegnata. “Per il soccorso di uomini in mare – spiega Massimo Garbini, ad di IDS – attraverso la fotonica abbiamo previsto la possibilità di lanciare messaggi e rilasciare strumenti di soccorso immediato ai naufraghi”. Sand dispone di quattro zattere autogonfiabili (anche queste comandate da remoto), oltre a display e altoparlanti per comunicare in diverse lingue con i naufraghi.

 

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