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In sella alla sua moto aveva percorso la strada principale del Cep (quartiere popolare in periferia di Pisa), guidando in modo spericolato, facendo slalom sui marciapiedi e impennando. Gli avventori di un bar lo avevano apostrofato. Lui aveva estratto una pistola di piccolo calibro (una “scacciacani”) e aveva sparato. Dopo i primi colpi si era allontanato ma poi era tornato indietro, a piedi, facendo fuoco con un’altra arma, questa vola vera, ferendo quattro persone (tre italiani e un tunisino), per fortuna in modo non grave. Poi si era dato alla fuga, e solo dopo 12 ore di caccia all’uomo, in zona e nei comuni limitrofi, era stato catturato non distante da casa sua. Il giovane protagonista di questo drammatico episodio è il 22enne Patrizio Iacono. All’epoca dei fatti (9 febbraio 2018) era agli arresti domiciliari.

Il gip di Pisa, Donato D’Auria, l’ha condannato a 15 anni, nove mesi e 10 giorni di carcere. Il pm Fabio Pelosi aveva chiesto 18 anni, ridotta a 12 con lo sconto di pena per il tiro abbreviato. Ma il giudice ha deciso di inasprire la pena, ritenendolo colpevole dei seguenti reati: tentato omicidio, lesioni gravissime con il vincolo della continuazione, porto abusivo di arma, detenzione illegale di armi ed evasione. Il giovane aveva alcuni precedenti per rapina e altri reati contro il patrimonio. Originario di Alghero, per il ferimento di un giovane, avvenuto nel 2017, Iacono aveva subito il divieto di dimora in Sardegna.

La difesa di Iacono, che attualmente è detenuto nella casa di reclusione di Volterra (Pisa), ha annunciato che presenterà ricorso in appello dopo la lettura delle motivazioni attese entro 30 giorni.

Foto: in alto Tgr Toscana, in basso Polizia di Stato

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