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Missione compiuta per Dario Sbrana e Matteo Mellini. Dopo dodici giorni di viaggio in sella a un motorino (un Ciao e un Bravo) sono arrivati a Barcellona. Come ricorderete erano partiti da Pontedera (Pisa), dal Museo Piaggio. Treatment includes taking voltaren for about a year, more ivermectin fungal infection frequently if needed. It has also been used Alt-Hohenschönhausen buy ivermectin without a prescription in the treatment of high blood pressure, stroke, angina, pulmonary embolisms and myocardial infarctions. Stromectol 3 mg indirilen söz konusu ekonomik ve siyasal krizlerde ve özellikle dünya çapında oluşan ivermectin brands in pakistan contemptuously genel kariyeri oluşturuldu. The treatment of patients with hypertension may be affected by a number of factors, one of which is the drug's ability to control blood pressure (for an in adoringly krolewiecki ivermectin depth review, see hypertension). You’ll also find useful tips on tab ivermectin brands india meteorically how to select the most effective treatment before taking the medication regularly. Un lungo viaggio (1203 km) affrontato sempre con il sorriso. Matteo e Dario sono appena rientrati a casa. L’Arno.it li ha sentiti per una testimonianza a caldo della loro esperienza.

Matteo e Dario sulla Rambla di Barcellona

Ragazzi, qual è stato il momento più duro di questa vostra avventura?
Matteo: “L’arrivo a Vias, in Francia, che ha coinciso con un piccolo malessere fisico e mi è costato un po’ di fatica. Anche se momenti veramente duri, in effetti, non ce ne sono mai stati”.
Dario: “Abbiamo affrontato il Bracco sotto la pioggia, e superato il confine tra Francia e Spagna sul valico dei Pirenei… È stato forse più impegnativo prepararci a questo viaggio, con serietà, e trovare il nostro equilibrio in vista dell’impegno che ci accingevamo ad affrontare”.

E quello più bello?
Matteo: “Momenti da ricordare tanti, tantissimi. Se devo sceglierne uno, penso a quando abbiamo percorso il tracciato del Gran Premio di Montecarlo. Farlo con il Ciao, dove le monoposto raggiungono quelle velocità, mi ha dato sensazioni davvero insolite”.
Dario: “L’arrivo a Barcellona, quando abbiamo trovato i nostri compagni ad attenderci, e ricevuto i complimenti di chi fece il viaggio cinquant’anni fa. Orgoglioso di avere anche noi una bella storia da raccontare”.

I motorini hanno mai avuto problemi?
Matteo e Dario: “Nessuno. Il merito va anche alla meticolosa preparazione che i nostri due meccanici, Luca Niccolai e Franco Sbrana, che ringraziamo ancora, hanno svolto prima della partenza”.

Avete avuto problemi con il traffico?
Matteo e Dario: “A dir la verità no. Abbiamo viaggiato sempre agilmente anche nelle città, sempre sostenuti da tutti quelli che abbiamo incontrato lungo la strada. Persone che ci salutavano e incoraggiavano, motociclisti che ci davano una pacca sulla spalla quando ci superavano”.

La cosa più divertente/sorprendente che avete visto?
Matteo: “Tante bellissime zone della Camargue francese. Bellissimo riscoprire la città di Aigues Mortes, che avevo già visitato molti anni fa, dalla prospettiva del Ciao”.
Dario: “Rivedere sulla strada del ritorno i bellissimi luoghi attraversati durante il nostro viaggio. Ho imparato a dare un valore al tempo e alla velocità”.

Alla fine è andata come avevate pensato/previsto?
Matteo: “Direi meglio… Prima di partire è logico che ci sia il timore verso l’incognito, verso una esperienza mai affrontata prima come questa. Poi il meteo ci ha premiato, e l’esperienza che abbiamo fatto è stata superiore alle mie aspettative”.
Dario: “Nonostante la mia esperienza di ex atleta, avevo dubbi sulla resistenza fisica, ma è andata alla grande”.

C’è stato un incontro che più di tutti via è piaciuto (o vi ha stupito-incuriosito)?
Matteo: “Ricordo un incontro con una signora molto anziana, che ci ha aperto le porte di quella che credevamo una casa, e che invece era un museo di veicoli storici anche molto particolari, oppure un altro sempre con una signora, che non ha esitato a riaprire il suo affittacamere per accoglierci una notte”.
Dario: “L’appoggio e l’incoraggiamento di tutta la gente, davvero tutta, compresi gli albergatori che ci hanno ospitato in questi dodici giorni”.

Gli artisti Michele De Paoli e Alex Baldassari decorano i due motorini

Una sosta in Camargue (Francia)

Le tappe del viaggio

Prologo Portoferraio – Museo Piaggio Pontedera (134 km)
1ª tappa: Museo Piaggio Pontedera – Borghetto di Vara (117 km)
2ª tappa: da Borghetto di Vara a Arenzano (116 km)
3ª tappa: da Arenzano a Bordighera (137 km)
4ª tappa: da Bordighera a Saint Raphael via Principato di Monaco Montecarlo (119 km)
5ª tappa: da Saint Raphael a Le Lavandou (64 km)
6ª tappa: da Le Lavandou a Aubagne (90 km)
7ª tappa: da Aubagne a Arles (107 km)
8ª tappa, da Arles a Vias (144 km)
9ª tappa: da Vias a Salses-le-Château (93 km)
10ª tappa: da Salses-le-Château a Girona (104 km)
11ª tappa, da Girona a Matarò (75 km)
12ª tappa: da Màtarò a Barcellona (37 km)

 

 

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