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Su Telegram l’Isis ha pubblicato la tessera sanitaria e la carta di credito di un uomo ucciso le cui iniziali sono L. O. Si tratta di Lorenzo Orsetti, fiorentino, che da tempo combatteva in Siria al fianco dei Curdi. Nel breve messaggio sul social network l’Isis scrive che “il crociato italiano è stato assassinato negli scontri nella località di Baghuz”. Il luogo dove è avvenuta l’uccisione è l’ultima roccaforte degli estremisti islamici nella parte orientale del Paese, dove da settimane combattono le forze curdo-arabe.

Noto con il nome di battaglia “Tekoser” (lottatore), Orsetti era nato nel 1986 e faceva parte della brigata internazionale dei curdi nel nord est della Siria. Con lui altri cinque italiani, comprese due donne, impegnati al fianco delle Unità di protezione del popolo (Ypg).

Lo scorso febbraio Fausto Biloslavo lo aveva intervistato per “Gli Occhi della Guerra” (leggi l’intervista). Così aveva parlato dei suoi nemici: “Lo Stato islamico è un male assoluto. Questa è una battaglia di civiltà”.

Al “Corriere Fiorentino” Orsetti aveva raccontato di aver lavorato per 13 anni nella ristorazione (aveva fatto il cameriere, il sommelier e il cuoco) e di essersi poi avvicinato alla causa curda perché convinto “dagli ideali che la ispirano”, una società più giusta e più equa”, “l’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia” L’anno scorso aveva combattuto a difesa di Afrin, nel nord della Siria, obiettivo delle forze armate turche nell’operazione “Ramo d’ulivo”.

“Il nemico non è solo la Turchia – disse nell’intervista – perché la Turchia in questa guerra ci mette giusto gli elicotteri, gli aerei e i droni. In realtà le truppe di terra che sta mandando sono Fsa (l’esercito siriano libero che combatte contro Assad, ndr) e, non è un segreto, ci sono estremisti salafiti, al Qaeda, al Nusra, combattenti di Daesh, riciclati. Vorrei che questo fosse chiaro: noi stiamo combattendo estremisti… Siamo qua e qua resteremo fino all’ultimo – concludeva -. Un po’ perché non c’è nient’altro da fare, un po’ perché è la cosa giusta da fare. Combattiamo”.

 

Foto: da Facebook

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