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Antonio Casalini

Luciano Zazzeri, 63 anni, grande Patron del ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona, ci ha lasciati all’improvviso, in una grigia serata di una domenica qualsiasi. Il corpo dello chef è stato rinvenuto nel garage dei genitori, a Bibbona (Livorno). Le cause della morte sono ancora in fase di accertamento, ma sembra si tratti di un tragico gesto volontario.

La storia di Zazzeri (per tutti, amici e clienti, era semplicemente Luciano) inizia nel ’64, quando i genitori aprono un piccolo stabilimento balneare sulla spiaggia di Marina di Bibbona. Si tratta di poche cabine, qualche ombrellone e una minuscola cucina… dalla quale tutto avrà inizio.

Il giovane Luciano, dopo la scuola, si impegna con entusiasmo nella nuova attività. Dà una mano alla madre (cuoca raffinata) in cucina, fa il bagnino, mentre dal padre e dallo zio eredita l’amore per il mare e per la pesca. Il locale degli Zazzeri è una vera e propria baracchina sul mare, spesso alla mercé di intemperie e mareggiate. Infatti, verso la fine degli anni 80, una tempesta eccezionale praticamente la distrugge.

E, a questo punto, Luciano, ormai trentenne, capisce che è arrivato il suo momento. Il locale viene ricostruito a tempo di record, trasformato in qualcosa di più importante rispetto alla baracca originaria, ma, al tempo stesso, lasciato con la sua anima primitiva, dal sapore antico, prettamente marinaro. Zazzeri diventa quindi pescatore di notte e cuoco e anfitrione di giorno. La Pineta viene apprezzata sempre di più. Arrivano così i primi riconoscimenti, fino alla stella Michelin del 2006. Ma Luciano Zazzeri non cambia. Lui rimane un pescatore-ristoratore che ricerca l’eccellenza della materia prima e la offre ai suoi clienti (che, dopo la prima visita, diventano amici) senza troppe elaborazioni, con genuinità.

Il tempo passa e Luciano, diventato ormai un punto di riferimento della ristorazione, ospita nel suo locale (difficile da individuare, raggiungibile attraverso una stradina impervia e piena di buche che lo rende ancor più affascinante) personaggi del jet set internazionale, ma trova sempre il modo di intrattenersi con ogni singolo cliente e raccontare, con il suo modo pacato e sornione, storie di pesca e caccia (l’altra sua grande passione) e aneddoti, senza mai far mancare, da buon livornese, qualche battuta su colleghi “che se la tirano troppo” e sull’importanza della semplicità. Luciano Zazzeri lascia due figli (che lavorano nel ristorante) e un’ enorme platea di amici ed estimatori che potranno salutarlo alle esequie che si terranno domani (martedì) alle 16 a Cecina.

Foto in alto: lapinetadizazzeri.it

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