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“Pronto, sono Papa Francesco”. Queste poche parole di sicuro avranno suscitato un grande stupore nella mente di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte di Firenze. Si è reso conto subito, padre Bernardo, che non era uno scherzo. Bergoglio l’ha chiamato per invitarlo a guidare gli esercizi spirituali di Quaresima della Curia romana, in programma ad Ariccia (Roma) dal 10 al 15 marzo.

Padre Bernardo Francesco Maria Gianni è nato a Prato nel 1968. Priore di San Miniato dal 2009, dal 2015 è abate. Ha fatto parte della giunta del Comitato preparatorio del quinto Convegno nazionale della Chiesa italiana, svoltosi a Firenze nel 2015, con la visita del Papa il 10 novembre.

“Questo invito è un privilegio enorme – ha detto padre Bernardo – l’opportunità di vivere sei giorni accanto al Papa”. E in quei sei giorni il pontefice interromperà tutte le udienze, compresa l’udienza generale di mercoledì 13 marzo, sesto anniversario della sua elezione.

Ma perché il Santo Padre ha chiamato proprio lui? L’abate prova a spiegarlo in questo modo: “Credo gli sia arrivata la notizia del mio impegno per il convegno nazionale della Chiesa, per qualche attività realizzata per il Millenario di San Miniato al Monte con lo sforzo di colloquiare con tutti, tenendo fede a una vocazione di San Miniato, quella di far entrare il più possibile persone di ogni dove”.

I versi del poeta Mario Luzi, anticipa padre Bernardo, daranno il via alle meditazioni (dieci in tutto). Ognuna avrà per titolo un verso della poesia che nel 1997 Luzi dedicò a San Miniato. Il tema degli esercizi spirituali è questo: “La città dagli ardenti desideri. Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo”.

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