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L’avevamo intervistata dopo la sua esperienza ala quinta edizione di MasterChef Italia (leggi qui). Da allora sono passate parecchie pentole sul fuoco e Rubina Rovini ha fatto molte esperienze nel mondo della cucina, che ormai fa parte a pieno titolo della sua vita. Ma il gusto della sfida e la voglia di confrontarsi con i migliori l’hanno spinta ad accettare una nuova avventura in tv, partecipando a MasterChef All Stars, cui hanno preso parte sedici concorrenti selezionati tra i partecipanti alle precedenti edizioni del programma. Si sono sfidati a colpi di ricette e Rubina è arrivata molto in alto…

Cara Rubina, com’è stata l’ultima esperienza a MasterChef? Molto diversa rispetto alla prima?
Sì, molto diversa per il modo in cui l’ho vissuta, ma sempre molto emozionante. Le dinamiche erano le stesse delle edizioni tradizionali, con un livello di difficoltà più alto.

Alcuni partecipanti li conoscevi, altri no. Chi hai rivisto e con chi hai legato più volentieri?
Ho finalmente conosciuto Almo, che seguivo molto dalla sua edizione e che è pugliese, come il mio 50%! Ho legato molto con Danny, Simone, e apprezzato tantissimo Ivan. Ho rivisto con tantissima gioia Maradona.

Qual è il ricordo più bello di questa edizione?
L’emozione più grande è stata la vittoria in esterna con la tarte tatin. Preparare un dolce era una sfida difficile per tutti noi, in più in un tre stelle Michelin e con il maestro Massari in giuria… È stata una grandissima soddisfazione.

Hai sfiorato il successo… ti brucia di più o sei contenta di essere arrivata a un passo dalla vetta?
In realtà non brucia affatto, anzi. Sono contenta di essere arrivata in finale e di aver avuto la possibilità di presentare la mia idea di cucina. Avrei potuto cucinare meglio, purtroppo l’infortunio mi ha deconcentrata moltissimo.

Alcuni grandi protagonisti sono usciti prima del previsto. C’erano delle insidie particolari?
Ogni prova aveva insidie, ed anche alcuni fra i favoriti sono usciti prematuramente. In gara le eliminazioni non sono sempre una scala generale di capacità, bisogno avere anche la fortuna di non incappare in materie prime o prove sulle quali si è più deboli o più sfortunati di altri.

La prova che ti è piaciuta di più qual è?
Anche se la mia squadra non ha visto mi è piaciuta molto l’esterna in Camargue. Sono stata per la prima volta caposquadra, e sono felice del modo in cui ho condotto la squadra.

Tornassi indietro c’è qualcosa che non rifaresti?
Non mi taglierei! (risata)

In una puntata di MasterChef c’è stata grande spazio ai sentimenti. Ti sei aperta molto, parlando anche di alcune situazioni spiacevoli della tua vita. Lacrime superate dalla tua proverbiale grinta…
Non amo parlare molto della mia vita privata, tutti abbiamo scheletri nell’armadio e demoni da affrontare, ma cerco di tenere sempre da parte certe cose perché mi fanno male. Purtroppo mi sono trovata di fronte a foto e parti dolorose della mia esistenza, che vi hanno fatto conoscere anche la mia parte più fragile.

Uno sguardo veloce al passato. Per caso ti ricordi il primo piatto che hai cucinato?
Il mio primo piatto in assoluto credo sia stato un biscotto nel mio Dolce Forno, un regalo di mia nonna quando avevo solo 4 anni.

Attualmente cosa stai facendo?
Mi occupo di tante cose: sono docente di percorsi amatoriali e professionali in molte scuole di cucina in tutta Italia, mi occupo di eventi privati e aziendali, live cooking e attività di comunicazione per alcune aziende del mondo food.

Progetti futuri?
Ho un grande sogno/progetto ristorativo, che spero possa concretizzarsi in quest’anno. Mi piacerebbe anche tornare in tv con un programma mio, vorrei entrare nelle case delle persone per occuparmi di cultura alimentare, scoprendo le eccellenze del territorio.

Un’ultimissima cosa. Ti andrebbe ti “regalare” una ricettina veloce agli amici de L’Arno.it?
Certo, partecipando ai miei eventi potrete anche assaggiarle.

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