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Poche persone hanno dedicato, come lui, un’intera vita alla propria città. Sempre con amore e con il sorriso sulle labbra. Il professor Antonio Maria Fascetti per decenni ha portato avanti innumerevoli attività volte a dare lustro a Pisa, con uno sguardo attento all’arte, la storia e la difesa della città. Scultore, insegnante e scrittore, grande appassionato di storia, socio fondatore dell’Associazione Amici di Pisa, Fascetti si è spento a 92 anni. A lui si deve l’intuizione che portò alla scoperta della “Tomba del Principe” di epoca etrusca, alla periferia di Pisa, e la difesa dalla distruzione di un edificio storico di grande pregio, l’ex monastero delle Benedettine (lungarno Sonnino).

“Sono tantissimi i ricordi che abbiamo del professor Fascetti”, dicono il presidente degli Amici di Pisa, Stefano Ghilardi e l’ex presidente Franco Ferraro – di persona schietta e passionale, innamorato del bello oggettivo, vivace animatore delle conferenze culturali degli “Amici” alle quali veniva spesso chiamato per argomentare sulla storia, sull’arte pisana. Ma anche su una ricca aneddotica della quale, vista l’età e le variegate esperienze, il Prof. Fascetti poteva raccontare ad un divertito pubblico. Persona di grande schiettezza e forza, ha arricchito molte chiese pisane delle sue opere”.

Fascetti non è stato solo un “difensore del bello”, lui stesso ha creato opere di grande pregio, dalle sculture in bronzo e marmo alle vetrate, dalle medaglie artistiche ai mosaici, ottenendo importanti riconoscimenti in Italia e all’estero.

Con Fascetti – ricordano gli Amici di Pisa – muore una storia vivente di Pisa, anche di fatti accaduti e spesso ignoti: ma non muore il suo “pugno” nel difendere Pisa dalle angherie e dalle ruberie, non muore quello che a Pisa ha dato. È anche grazie al suo impegno se nel 1959 prese vita proprio l’Associazione “Amici di Pisa”. È grazie a lui se l’ex Convento delle Benedettine in Lungarno Sonnino non venne demolito per far posto ad un super condominio, è grazie a lui il restauro della strada e delle grotte dell’Eremo di Rupe Cava, è grazie a lui se Pisa può svincolarsi dal passaggio dantesco “Pisa vituperio delle genti”, scoprendo un fatto storico avvenuto per merito dell’attore e patriota Gustavo Modena che lo ribattezzò in “…ahi Pisa, Vita et Imperio delle genti…” durante una rappresentazione teatrale. Potremmo continuare con le innumerevoli medaglie, i dipinti, i bassorilievi, le sculture da lui scolpite. Il tempo ma non ce lo permette: l’elenco è lungo oltre 75 anni di attività. Grazie Professore, Pisano con la “P” maiuscola, forte e combattivo!”.

Fascetti era padre del professor Giovanni Ranieri Fascetti, presidente del Gruppo culturale Ippolito Rosellini e curatore del complesso della Rocca del Brunelleschi di Vicopisano.

La nascita degli Amici di Pisa nel ricordo di Fascetti

“Oggi si lamenta giustamente il degrado della città, si notano strade con dislivelli e buche ed un degrado generalizzato. Ma tutto ciò è niente se si ricorda in quali condizioni si trovava la città tra il 1943 ed il 1953 a causa dei 59 bombardamenti aerei e le conseguenti due alluvioni dell’Arno del novembre 1944 e del 1949…
Si sentì presto il bisogno di un’associazione di cittadini che consentisse un coordinamento di idee, poiché fu chiaro che c’era molta confusione nella programmazione dei lavori di ripristino…
Alfredo Marcelli, uomo integerrimo e severo educatore, Renzo Paolicchi, appassionato di Pisa fino all’amore fanatico ed il sottoscritto Antonio M. Fascetti, di loro più giovane ma desideroso di vedere risorgere dalle rovine l’amata Pisa, si
ritrovarono con altri amici nel 1952 in un bar ancora esistente alla testata del Ponte Solferino, dal lato di Tramontana, per progettare un’associazione di cittadini di buona volontà.
…Ricordo come ci si aggirasse ancora tra case sventrate, per vie scarsamente illuminate dai lampioni rimasti ancora in piedi, tra tanta gente misera alloggiata alla meglio … Poche macchine in giro, non c’era davvero il problema dei parcheggi come oggi; chi poteva comprava la Vespa che era già un bel lusso!
… Si formò altresì la Deputazione di Tramontana, come associazione parallela che attirasse soci in direzione dell’Associazione degli Amici di Pisa per il Gioco del Ponte. In quest’ultima, notevole fu l’apporto dell’avvocato Berti Mantellassi, dell’avvocato Braccini e del Conte Bruschetto Camici-Roncioni.

Finalmente, il 10 gennaio del 1959, con scrittura privata redatta presso lo studio dell’avvocato G. Berti Mantellassi, si formalizzò la costituzione dell’Associazione degli Amici di Pisa, con l’indicazione delle prime cariche:
Presidente: Prof. Alfredo Marcelli;
Vicepresidente: Cav. Renzo Paolicchi;
Segretario: Prof. Antonio Fascetti;
Cassiere: Sergio Bindi
Iniziò così l’avventura degli Amici di Pisa, che fa ormai parte a pieno titolo della Storia contemporanea pisana…

Foto: da “il Fogliaccio” del 18/5/2012

 

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