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Sul Litorale pisano ha lasciato un pezzo di cuore. In una delle sue ultime interviste, infatti, Bud Spencer parlò dei bellissimi ricordi e del legame che sentiva di avere ancora forte con Marina di Pisa e Tirrenia dopo i due film che vi aveva girato, “Lo chiamavano Bulldozer” (1978) e “Bomber” (1982). Pellicole che hanno fatto divertire milioni di italiani, adulti e bambini, e ancora oggi ogniqualvolta vengono trasmessi in tv, riscuotono successo in termini di audience. C’è chi ha pensato di utilizzare il “mito” di quei film per organizzare una grande kermesse volta a rilanciare il litorale pisano. Ne parliamo con il diretto interessato, Alberto Di Pede.

Il Litorale pisano da anni è in attesa di un rilancio, che non si limiti solo all’estate. Lei ha avuto un’idea in tal senso. Ce ne vuole parlare?
Volentieri. Ad essere sinceri tutto è nato quando qualche mese fa un cittadino ha lanciato l’idea di dedicare una statua al grande attore Bud Spencer. In quel periodo ricorreva l’anniversario della sua morte e in televisione trasmettevano i suoi film girati proprio qui, a Marina di Pisa. Fu da lì che io e Veronica, la mia compagna, sempre alla ricerca di idee per stimolare e arricchire la vita del paese, pensammo che sarebbe stata l’occasione ideale per tentare di creare qualcosa di nuovo ed iniziammo a progettare un vero e proprio festival dedicato al gigante buono, un evento eclatante che potesse trasformare Marina nella città di Bud.

A chi si rivolge il progetto?
Ad una fascia popolare e ha lo scopo di far incontrare quella simpatica nostalgia tipica delle domeniche di una volta passate al cinema, uscendo con le dita unte dalle patatine, frementi per la rituale pizza e spuma. Una sorta di revival da vivere dodici mesi all’anno per quanto riguarda il territorio e tre giorni per il festival.

Cosa occorrerebbe per realizzarlo? 
Sono fondamentali le risorse del Comune e delle Associazioni di categoria del turismo e del commercio, oltre che il coinvolgimento attivo di tutti i paesani del litorale, che non dovranno essere spettatori passivi ma incentivare la manifestazione, ognuno per la propria parte. Ad esempio ai ristoratori verrà proposto di presentare menù dedicati per quei giorni, ai commercianti saranno forniti gadget e t-shirt personalizzate, ai cittadini sarà chiesto di partecipare con entusiasmo e divulgare l’evento vivendolo per le strade e nelle piazze in tutte le sue sfumature. Ma ci saranno anche altre sorprese che non posso ancora rivelare.

Ne ha già parlato già con qualcuno?
Nonostante la proverbiale diffidenza del paese, cavalcando l’aria di cambiamento che con le nuove elezioni ha investito e migliorato il contesto generale, ci siamo rivolti, nei giorni scorsi, al nostro interlocutore più diretto, ovvero il signor Paolo Pesciatini, assessore del Comune di Pisa con deleghe al litorale, il quale ha entusiasticamente accolto il progetto, dimostrandosi estremamente disponibile. Già a giugno scorso ci eravamo confrontati con i responsabili di alcune associazioni di categoria del commercio, anch’esse molto favorevoli.

La sua idea si ispira a qualche altra realtà che ha visto altrove?
Non mi risulta esistano progetti simili né in Italia né all’estero, anche se so che recentemente qualcosa del genere, seppure limitato e decisamente decontestualizzato, è stato fatto a Livorno. All’estero esistono statue a dedicate a Bud Spencer.

Una nota serie tv ispirata ai gialli di uno scrittore pisano è stata girata all’Elba anziché Marina o a Tirrenia. Secondo lei perché? Il nostro Litorale potrebbe tornare a ospitare riprese per il cinema?
Non conosco i motivi che possono aver portato una produzione cinematografica a scegliere una location diversa da quella di origine del testo sulla quale si basa. Certamente i nostri luoghi, pur essendo di una bellezza e ricchezza nota a tutti, negli ultimi decenni hanno subito un abbandono e una trascuratezza, anche nei servizi essenziali, che probabilmente scoraggiano investimenti e qualsiasi attività provenga da fuori. Questo è un gran peccato se si pensa che qui, poco lontano, a Tirrenia, negli stabilimenti Cosmopolitan, c’è stato un pezzo della storia cinematografica nazionale, non più di cinquant’anni fa. Occorre invertire la tendenza con strategie a tutti i livelli mirate ad arricchire e riqualificare tutto il litorale, per incentivare la fruibilità del territorio in tutte le stagioni ed investimenti che creino un indotto economico per la vita stessa del paese che, a tutt’oggi langue, relegato ad uno stato di quartiere dormitorio.

Cosa l’ha spinta a prendere questa iniziativa?
Il ruolo mio e di Veronica in tutto ciò, mosso da pura passione e attaccamento alla comunità, lontano da qualsiasi mozione politica o economica, è volto esclusivamente a fare ciò che ogni buon cittadino dovrebbe fare: andare oltre la lamentela o la rassegnazione e produrre idee ed azioni compartecipate e democratiche per l’esclusivo benessere dei compaesani e del territorio.

Vorrebbe aggiungere qualcosa?
Ci riserviamo di esprimere l’orgoglio di poter aver creato qualcosa di buono e di fattivo per una terra che amiamo.

 

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