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È un vero e proprio grido d’allarme quello che arriva dagli industriali toscani. “Senza infrastrutture adeguate il nostro territorio perde competitività”. A lanciarlo è il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Marco Ranaldo, insieme ai presidenti di Confindustria Firenze, Luigi Salvadori; Confindustria Livorno-Massa Carrara, Alberto Ricci; Confindustria Toscana Nord, Giulio Grossi; Confindustria Toscana Sud, Paolo Campinoti, Unione Industriali di Pisa, Patrizia Pacini. Tutti sottolineano l’importanza dell’iniziativa promossa lunedì 3 dicembre a Torino da Confindustria e da altre associazioni di categoria, per riportare al centro del dibattito italiano uno dei temi fondamentali per la crescita economica del nostro Paese. ”

“È l’industria – osservano – che assicura alla Toscana e al Paese la crescita e, per lo sviluppo delle nostre imprese, sono necessarie infrastrutture che ci assicurino collegamenti rapidi con il resto d’Europa. Un territorio senza industria è un territorio destinato al declino e, oggi, in Toscana ci sono ancora, purtroppo, troppi nodi infrastrutturali da sciogliere: dall’aeroporto di Firenze, alla Tirrenica, alle infrastrutture portuali, alla grande tema dello smaltimento dei rifiuti”, dicono i rappresentanti degli industriali toscani. “È indispensabile porre fine alle discussioni, eccessive e interminabili, e dare corso positivo ai progetti già avviati. Ci preoccupa molto, invece, l’atteggiamento che alcune parti della maggioranza di Governo nazionale tengono su questi argomenti”.

“Toscana terra di grandi incompiute – osservano il coordinatore regionale di Forza Italia, Stefano Mugnai e il capogruppo azzurro in Regione Maurizio Marchetti -. Ma senza infrastrutture è minacciato il futuro della regione e quello del Paese”. I vertici toscani di Forza Italia mettono sotto accusa quanto non realizzato sinora in
Toscana a livello infrastrutturale. “Quanto accaduto a Torino – affermano – è un fatto inedito che ha coinvolto nel grido di preoccupazione per le condotte del governo giallo-verde 12 sigle rappresentative di 13 milioni di addetti per il 65% del Pil. L’allarme riguarda tutta Italia, e la Toscana in particolare dato che la nostra regione risulta seconda dietro alla sola Liguria nel triste podio delle regioni italiane con maggior valore di opere bloccate”.

Mugnai e Marchetti hanno ricavato il dato dal Sole24Ore. Il quotidiano di Confindustria pubblica un’infografica che elabora dati Ance/Sbloccacantieri.it sulle opere di importo superiore ai 100 milioni di euro ad oggi ferme in Italia. Sono in tutto 27, valore complessivo 24,6 miliardi di euro, e la Toscana risulta seconda (davanti c’è la Liguria) a causa dello stallo della terza corsia A11 tra Firenze e Pistoia (3 miliardi circa), della Tirrenica (1 miliardo e 800 milioni circa), del sistema tangenziale lucchese (118 milioni di euro). “È gravissimo – denunciano gli esponenti di Forza Italia -. In ballo c’è la crescita sociale ed economica dei nostri territori – incalzano gli esponenti di Forza Italia – ma anche di tutto lo Stivale nel cui asse la Toscana si colloca come principale snodo intermedio. Non sviluppare in Toscana significa tenere in ostaggio tutti gli scambi viari sull’asse Nord-Sud, e la ricognizione sullo stato delle opere pubblicata oggi dal Sole24Ore in elaborazione di dati da fonte Ance non lascia dubbi: la nostra regione è maglia nera, seconda solo alla Liguria, per Grandi Incompiute”.

Foto: Pixabay

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