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Dopo quanto accaduto a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha espresso solidarietà al titolare della rivendita di pneumatici che ha sparato, uccidendo uno dei due ladriche si erano introdotti nel suo capannone (ora è indagato per eccesso di legittima difesa): “Quel paese, all’uscita dall’autostrada, mi dicono che è un ‘bancomat’ per i delinquenti che, mi dicono, vanno a botta sicura: prendono, rubano e scappano e nessuno li becca. Ho sentito gli amministratori di quel Comune, alcuni parenti, non ho disturbato ovviamente il commerciante in questione di cui comprendo lo stato d’animo. Gli ho lasciato il numero e quando vuole mi può chiamare da ministro o da semplice cittadino. Sarò presto in quel Comune – ha aggiunto il ministro – per capire come ministro dell’Interno quanti agenti, quante videocamere posso portare in dotazione. Intanto mi accontenterò del fatto che dal 2019 chi si difende in casa sua, nel suo negozio, nel suo capannone dopo l’ennesima rapina non possa essere processato, perché il lavoro del rapinatore è un duro lavoro che comporta dei rischi e non deve essere l’aggredito a doversi difendere”.

Dura replica a Salvini dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. “Non c’è nulla di cui esaltarsi per la tragedia di Monte San Savino. La telefonata del ministro Salvini doveva essere di scuse perché lo Stato non è riuscito a fare giustizia secondo le regole e le leggi. Invece è un incitamento aberrante alla violenza per favorire i propri disegni politici, che porteranno a più armi e più morti, anche innocenti. Un’infamia alla quale reagire con sdegno perché così si porta l’Italia alla rovina”.

Cosa prevede il ddl sulla legittima difesa

Il provvedimento è netto sin dall’articolo 1: “La difesa è sempre legittima, la proporzione tra difesa e offesa è sempre riconosciuta”. I punti principali? Continueranno a svolgersi i processi contro chi, usando un’arma legittimamente detenuta, si difende in casa propria o sui posti di lavoro da una intrusione, ma ci saranno meno paletti per chiedere l’archiviazione del fascicolo. L’altra grossa novità è contenuta all’articolo 2, che modifica di fatto l’articolo 55 del codice penale, che disciplinava l’eccesso colposo. Nel nuovo testo si riconosce la legittima difesa a chi si trova in uno stato di “grave turbamento”. Si allarga la sfera della non punibilità, visto che non sarà necessario che il ladro abbia un’arma in mano, basterà solo la minaccia di utilizzarla. Aumentano poi le pene per i rapinatori. I ladri rischiano sino a un massimo di 4 anni di detenzione per la violazione di domicilio e fino a 7 anni per il furto.

 

Foto: Facebook

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