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La notizia buona è che la Toscana è la penultima regione, in Italia, come numero di famiglie in povertà assoluta (meglio sta solo il Trentino Alto Adige). Il problema, però, è che in dieci anni la situazione è notevolmente peggiorata (+50%), con 62mila famiglie coinvolte (3,8% della popolazione) e un totale di circa 143mila persone. Pesano l’instabilità economica e la disgregazione delle famiglie. Cause che si conoscono già. La novità è questa: nel 43% delle famiglie in stato di povertà assoluta il capofamiglia ha un lavoro. Il dato emerge da due rapporti, uno della Caritas e l’altro dell’Osservatorio sociale regionale.

Cosa vuol dire una cosa di questo genere? Una cosa molto semplice, il lavoro non basta più. Se ne può avere uno, più o meno stabile, senza però riuscire a fare fronte alle spese necessarie. Senza un’altra entrata in casa le famiglie faticano ad arrivare a fine mese. E così, sempre più spesso, cercano aiuto nei centri d’ascolto sparsi sul territorio. C’è chi chiede un aiuto per pagare le bollette, chi ritira un buono spesa (o prodotti alimentari), e chi cerca una mano per pagare i sempre cari pannolini.

Caritas segnala che è in crescita il numero di italiani che chiede aiuto (+11,5% contro il + 5,7% degli immigrati), con un sensibile aumento del numero di anni da cui si chiede aiuto (cronicizzazione): il 33,5% lo chiede da più di sei anni.

Un altro dato su cui riflettere è questo. È in sensibile aumento, in Toscana, la “povertà relativa“, cioè quelle persone che non raggiungono i livelli medi di consumo e di reddito. Nel 2016 era al 3,6%, ora siamo saliti al 5,9%. Le cose non vanno così male, però, se teniamo conto che a livello nazionale il dato è ben più alto, siamo al 12,3%.

La povertà colpisce indistintamente tutte le fasce di età, ma in modo particolare chi ha tra i 24 e i 44 anni, in molti casi con figli a carico. Complessivamente sono 7.870 i minori coinvolti in Toscana. Tra i dati emerge anche che le situazioni più gravi, specie tra gli italiani, sono legate alle persone con un livello di scolarizzazione basso (licenza media o nessun titolo di studio).

Leggi il Rapporto sulle povertà in Toscana

Foto: Pixabay

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