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È un fiume in piena Luca Nannipieri. Da poco ha ottenuto un importante riconoscimento, a Venezia, il Premio Arte per la Critica, da parte della Fondazione Mazzoleni, durante la Mostra internazionale del cinema. L’Arno.it gli ha rivolto alcune domande per parlare della sua esperienza in Laguna, dei suoi impegni e dei progetti futuri.

Come commenta, a freddo, la notizia del premio Mazzoleni che le è stato assegnato?
Sto girando l’Italia presentando il mio nuovo libro “Il grande spettacolo dell’arte”. La bellezza e la bruttezza d’Italia e del mondo vanno raccontate in modo diverso da come sono state raccontate finora. La Fondazione Mazzoleni mi ha premiato per questo: perché affronto l’arte e il patrimonio storico artistico diversamente dai più noti colleghi Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Achille Bonito Oliva e Salvatore Settis.

Qual è la motivazione del premio?
Vengo considerato il nuovo volto della critica d’arte italiana. Sono state premiate le eccellenze in vari settori, dal cinema ai gioielli, dalla televisione alla moda. Nell’arte c’ero io.

Com’è andata a Venezia? Era emozionato? 
Sono emozionato quando sono in televisione. Su RaiUno, su cui ho condotto più di 30 puntate su “SOS Patrimonio Artistico”, ogni volta che mi mettevo davanti le telecamere, era una forte emozione. Un premio lo si riceve appagandosi pienamente del riconoscimento che ti viene dato. La location era esclusiva, un salone affrescato nel cuore di San Marco. Avevo accanto a me Magdi Allam, Maria Grazia Cucinotta, Carmen Russo, e una suora con cui mi sono preso a craniate…

A craniate?
Sì. Mi piaceva così tanto il suo anello che gliel’ho sfilato per vederlo meglio. Quando l’ho preso, mi è cascato goffamente per terra. Entrambi ci siamo inchinati per prenderlo e ci siamo dati una craniata micidiale. Tutti si
sono messi a ridere, a cominciare dalla mia fedelissima Patrizia Ennas che non smetteva di ridere con l’amica e assistente di Magdi Allam. Il clima era assolutamente conviviale, amichevole, sebbene vi fossero, oltre ai vip del cinema e della tv, anche tanti miliardari stranieri.

Oltre a lei è stata premiata l’attrice Maria Grazia Cucinotta. Che tipo è?
Le ho dato il mio libro “Il grande spettacolo dell’arte”, che ho presentato al pubblico, dopo il red carpet, sul palco. Io ho parlato di arte, lei dei film e di Massimo Troisi, con il quale ha girato il film che l’ha resa famosa “Il postino”.  È una donna molto umile, il cui fascino estetico non è esibito, ma contenuto nei tratti meridionalmente elegantissimi del viso e della postura.

Ci può dire cosa sta facendo ora?
Bari, Milano, Firenze, La Spezia, Prato, Pisa, Pietrasanta, Pescara, dopo l’anteprima a Siracusa e a Venezia, sono alcune delle città in cui andrò a discutere del mio nuovo libro. Leggetelo. Vi sono contenuti 10 anni di mie battaglie militanti sull’arte tra giornali, televisioni e sopralluoghi diretti tra le case degli artisti contemporanei, le più sperdute abbazie, i più grandi collezionisti d’arte, i palazzi romani della politica, le canoniche dei preti, i saloni dei vescovi, i siti archeologici trasformati in set porno, le chiese storiche ridotte a cucine e a campi da tennis. Insomma davvero gli splendori e le miserie, in una parola, il grande spettacolo dell’arte.

Progetti futuri?
Casa Nannipieri Arte e un nuovo libro, sicuramente.

Cosa vuole dire su “Casa Nannipieri” per chi ancora non la conosce?
Casa Nannipieri Arte è una casa d’arte, gestita dal sottoscritto e da Patrizia Ennas, che rappresenta e promuove artisti del Novecento o della contemporaneità che, a nostro giudizio, hanno sia possibilità di mercato sia talento espressivo, in luoghi come musei, abbazie, pinacoteche, banche, palazzi affrescati. Siamo appena sbarcati in Sardegna, Puglia e Sicilia, e presto raggiungeremo il Portogallo e la Romania.

Che cosa le resta dell’esperienza come assessore a Cascina? La rifarebbe?
Mi affascinerebbe fare il ministro della Cultura, oppure l’assessore a Venezia o a Milano. Ho fatto l’assessore a Cascina per 2 anni: è stata una buona palestra, e ho lasciato in eredità ai cittadini il primo museo civico della storia di Cascina: la Gipsoteca pubblica. È già entrato nella toponomastica. Gli assessori passano, i musei restano. Questo è il compito di un critico e di uno storico dell’arte, prestato temporaneamente alla politica: far nascere luoghi che prima non c’erano. Se fossi rimasto assessore, avrei cambiato del tutto il centro storico. Lo avrei fatto diventare attraente come Pietrasanta o Lajatico.

Fotografie: Luigi Polito

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