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Gli piace parlare della sua città e i suoi ricordi più belli sono legati a Pisa. Gli si illuminano gli occhi. In questa chiacchierata con L’Arno.it Roberto Farnesi ci parla di molte cose: la sua famiglia, il suo esordio davanti alla cinepresa e i suoi due lavori: uno nato per caso, l’altro per passione.

Qual è il primo ricordo che hai di Pisa?
Sono tanti, legati soprattutto ai lungarni e a piazza dei Miracoli. Poi il Giardino Scotto, dove spesso andavo a giocare da piccolo. Ricordo che una volta mi portarono su un bellissimo calessino tirato da un pony. Ero davvero felice.

Dove giocavi da bambino?
Soprattutto in via della Maddalena, dove vivevo e abita ancora mia mamma, e nella piazzetta lì vicina. Quante sfide a nascondino, nei vicoletti, poi i gavettoni quando arrivava il caldo. In piazza San Paolo a Ripa d’Arno, invece, intorno ai dieci-undici anni si facevano dei bellissimi tornei di calcio. Al mare con la mia famiglia andavamo a Tirrenia. Ricordo ancora bene il canotto sul tetto della macchina, lungo viale D’Annunzio o su via Pisorno. Negli anni Ottanta ricordo bene i gruppi di ragazzi, le comitive, che si ritrovavano in sella ai motorini parcheggiati per strada.

Che scuole hai frequentato?
Le Gambini alle Elementari, poi le Fucine alle Medie e le Toniolo. Le Superiori le ho fatte in un liceo linguistico privato in via Santa Maria. Ero un tipo, diciamo così… molto vivace, per questo mi mandarono lì.

Ci parli della tua famiglia?
Ho tre sorelle più grandi di me: Elisabetta, Laura e Cristina. Mia mamma, Mariangela, ha compiuto da poco 80 anni. Mio padre, Pilade, nome d’altri tempi, è morto un po’ di anni fa. Era un generale dell’esercito. Da giovane, non avendo aderito alla Repubblica sociale, fu mandato in un campo di concentramento in Polonia, e poi in Germania. Per fortuna riuscì a scampare. Ogni tanto ricordava questa sua terribile avventura (si commuove)… Bello il rapporto che ho avuto con lui, molto intenso anche se breve. Quando se n’è andato avevo 21 anni. Ho anche tre nipoti: Francesco, Lavinia e Ludovica.

Cosa ti piace più di Pisa, e cosa di meno?
È una città a misura d’uomo straordinaria. Apprezzo moltissimo la logistica: sei a venti minuti di moto da posti come Castiglioncello o la Versilia, i Monti pisani, hai Lucca e Firenze a poca distanza. Abbiamo un aeroporto, un porto turistico e un fiume. Un potenziale enorme che purtroppo negli ultimi anni non abbiamo saputo sfruttare come si deve. E così veniamo al lato negativo, il degrado in cui purtroppo versa gran parte della città, in particolar modo vicino alla stazione e in piazza Vittorio Emanuele. Non solo per la microcriminalità, ma anche perché zone bellissime, come Piazza delle Vettovaglie, sono state abbandonate a loro stesse. Davvero un peccato, perché si tratta della Pisa più antica, ricca di storia e di angoli di grandissima bellezza. E ci sono vicoletti splendidi che sono ridotti, purtroppo, a un vero e proprio bagno all’aperto, con un odore di urina impressionante. Non voglio fare discorsi di natura politica, mi auguro solo che le cose cambino in meglio prima possibile, perché Pisa non merita di essere ridotta in questo stato.

Vivi ancora in centro?
No, da qualche anno mi sono trasferito fuori città, in un antico fienile ristrutturato, vicino al Parco di San Rossore.

Quando hai pensato di voler fare l’attore?
Diciamo che l’idea è nata un po’ per caso. La passione per il grande schermo me l’ha trasmessa mio padre, che mi portava al cinema, in Corso Italia, a vedere i grandi film spaghetti-western. Ma sinceramente non avrei mai immaginato di fare questo mestiere. Dopo la maturità ho iniziato a lavorare nel mondo della moda, a Milano, ed ho alternato anche lavori per così dire normali. Il colpo di fortuna è arrivato nel 1998, quando Monica Guerritore mi scelse per una parte in un film di cui era protagonista, “Femmina”, diretto da Giuseppe Ferlito.

Come ti scelsero?
Mi chiamarono dopo avermi visto su alcune foto. Feci quattro provini e, alla fine, ebbi la parte. Il film si ispirava a un fatto di cronaca, gli amanti di Caprioglio.

Hai studiato recitazione?
Sì, ho frequentato la Scuola di Cinema Immagina di Firenze.

Quando hai iniziato a fare l’attore hai lasciato Pisa?
No, non mi sono mai trasferito. Non ho mai voluto lasciare la mia città. Mi sposto solo per i tempi necessari alla lavorazione. Casa mia è a Pisa.

Se non avessi fatto l’attore cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Ho un lavoro parallelo a quello di attore. Con il mio socio, il dottor Fabio Armani, ho un ristorante (Ristoro la Bottega del Parco) cui si abbina anche l’attività di locanda, abbiamo sette camere. In tutto diamo lavoro a sedici persone. Ecco, se non avessi fatto l’attore avrei voluto fare questo, l’imprenditore nel mondo del food.

Come stanno andando le cose?
Molto bene. Puntiamo sulla qualità della materia prima e sul servizio. Alla base della nostra idea di ristorazione c’è la convinzione che un cliente scelga di andare fuori e spendere soldi per trovare qualcosa di particolarmente buono che a casa non mangia. Quindi prima di tutto deve trovare la qualità. Il nostro ristorante è per tutti, abbiamo una forbice larga a livello di offerta, dalla carne pregiata ai prodotti di filiera corta tipici del Parco di San Rossore: i pinoli, il miele di spiaggia, i pecorini e le ricottine, i salumi lavorati a mano e in modo naturale nella nostra macelleria. Facciamo anche un’ottima pizza gourmet, con ingredienti particolari legati alla tradizione toscana. Dopo essere stati da noi i clienti sono contenti e felici di tornare.

Come sei partito con questa attività nella ristorazione?
L’idea ce l’ho sempre avuta, mi è nata frequentando per anni molti ristoranti, stando fuori per lavoro. Piano piano mi sono appassionato e ho deciso di investire in questo settore. Con il mio socio abbiamo trovato la formula giusta e, devo dire, siamo contenti.

Qualcuno dirà che siete un po’ fuori mano…
Volutamente abbiamo scelto un locale che fosse fuori dalla città ma facilmente raggiungibile, in una zona di grande passaggio e con la possibilità di parcheggiare senza problemi. Quando scelsi questo posto mi dissero che ero pazzo. Poi, però, è diventata una zona nevralgica, con l’Ikea vicina, il parcheggio del Pisa Mover e presto sorgeranno anche altre importanti attività commerciali.

Stai lavorando su qualche progetto come attore?
Ho firmato per una serie tv su Raiuno, “il Paradiso delle Signore”. Si tratta di un progetto molto ambizioso, con Aurora tv e Rai Fiction. Vi lavorano 4 registi e una troupe di 150 persone. La storia è ambientata negli anni Sessanta. Gireremo fino a marzo. Andrà in onda dal 10 settembre alle 15.30, dal lunedì al venerdì. Mi piace molto il personaggio che interpreto, Umberto Guarnieri, un banchiere molto cinico e cattivo, ma dal grande fascino.

Ultima domanda: segui il calcio?
Diciamo che non mi perdo mai i Mondiali, che quest’anno purtroppo hanno visto assente l’Italia. Poi ogni tanto mi piace andare allo stadio per qualche partita di cartello. Quest’anno forse Juventus-Roma, per vedere dal vivo Cristiano Ronaldo.

Sei tifoso di qualche squadra?
Non posso che tifare Pisa, la squadra della mia città. Che spero possa tornare, presto, nel calcio che conta.

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