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Faceva l’assessore ma decise di andarsene, sbattendo la porta, per dire no alla fusione dell’aeroporto di Pisa con quello di Firenze. Oggi Dario Danti rivendica con orgoglio quella rottura. Candidato come consigliere comunale in una lista che porta il suo nome, racconta a L’Arno.it cosa intende fare e cosa lo muove.

Quando ha scelto di impegnarsi a sostegno del candidato Serfogli?
Abbiamo deciso si sostenere Andrea nonostante i vertici del Pd abbiano impedito le primarie di coalizione. A Pisa c’è un rischio grande di vittoria della destra a trazione leghista, per questo serve un impegno di tutti e tutte per impedire questa deriva: ecco perché abbiamo deciso di candidarci “con Danti per Pisa”.

Che giudizio dà degli ultimi dieci anni amministrati dal sindaco Filippeschi?
Sicuramente un giudizio articolato. Cinque anni fa, come Sinistra ecologia libertà decidemmo l’ingresso in maggioranza e cercammo di scrivere insieme un programma innovativo per il governo della città. Uno dei punti qualificanti fu la richiesta dell’introduzione del porta a porta nella raccolta dei rifiuti. Grazie a quella scelta, oggi abbiamo il 62% di raccolta differenziata e la chiusura dell’inceneritore di Ospedaletto. Due punti deboli sono stati l’attenzione ai quartieri e l’implementazione di processi partecipativi, su questo dobbiamo fare molto, ma molto di più.

Lei era assessore alla Cultura. Ci ricorda perché uscì dalla giunta di centrosinistra?
Mi sono dimesso tre anni fa contro la scelta totalmente sbagliata dell’allora premier Matteo Renzi e dell’attuale presidente della regione Enrico Rossi di privatizzare l’aeroporto di Pisa e di fonderlo con quello di Firenze. Contro quella scelta e contro la realizzazione di un’opera dannosa ambientalmente e costosa economicamente come la pista a 2.400 metri a Peretola. I danni di quella decisione avventurista oggi sono evidenti: crescono le esternalizzazioni del lavoro al Galilei, tardano gli investimenti sullo scalo pisano e nel primo trimestre di quest’anno registriamo un -0,3% di passeggeri nel nostro scalo: non era mai successo prima.

Quando e perché ha iniziato a fare politica?
Al liceo, con le autogestioni e le occupazioni delle scuole. Ho iniziato perché prendere parte, impegnarsi, provare a cambiare le cose è un tratto fondamentale del mio carattere. Non si smette mai di fare politica, perché la politica è tutto. Diceva Franca, la zia della mia migliore amica: “Politica è anche quando ti alzi la mattina e apri la finestra”. Ecco la penso proprio così.

Ci dice quali sono le tre priorità di cui dovrà occuparsi la nuova amministrazione?
Una e trina: i quartieri. Non condivido chi sostiene che Pisa ha un centro e tante periferie, la storia della nostra città è fatta di quartieri e delle persone che li vivono. Allora: manutenzioni, asfaltature, illuminazione e verde pubblico, ovvero le piccole grandi opere quotidiane e poi portare sport e cultura in ogni quartiere. Insomma, dobbiamo essere in grado di ricostruire il senso di comunità, giorno dopo giorno.

Ci parli della sua lista. Come la definirebbe? Di sinistra, centrosinistra, civica… è vicina a qualche formazione politica a livello nazionale?
È una lista di persone, volti e storie di questa città. Lavoratori e disoccupati, mediatori e operatori sociali, docenti di scuola e universitari, commercianti e liberi professionisti, figure storiche della sinistra e dell’antirazzismo, dell’impegno nello sport e nella cultura. Giovani e meno giovani, uomini e donne che hanno a cuore il cambiamento di Pisa.

Questione stadio. Qual è la sua posizione?
Come ha detto il nostro candidato sindaco Andrea Serfogli dalle colonne del vostro giornale: “Bisogna favorire il procedimento autorizzativo dello stadio, l’approvazione del progetto e le varianti urbanistiche si definiscano nei tempi più rapidi possibile per mettere nelle condizioni la società di poter, tramite la procedura individuata, avviare i lavori il prima possibile”. Aggiungo che è per noi di fondamentale importanza non solo la riqualificazione dell’Arena Garibaldi Stadio Romeo Anconetani, ma anche la riqualificazione di tutta l’impiantistica sportiva della città: noi intendiamo lo sport come motore di socialità.

Per anni si è parlato di Area Vasta. È ancora un tema d’attualità? In che senso?
Area vasta significa perseguire l’obiettivo strategico di servizi e uffici unificati con gli altri comuni dell’Area pisana tra i quali la Polizia Municipale, la gestione e la formazione del personale, i servizi tributari, l’ufficio pianificazione e mobilità, i servizi pubblici e alla persona. Aggiungo una proposta del programma di coalizione: costituire il “Tavolo permanente dell’Innovazione”, dove siano coinvolte l’Università, le scuole superiori Normale e S. Anna, l’Azienda Ospedaliera Universitaria, i centri di ricerca, le Aziende di servizi pubblici, la camera di Commercio, le associazioni di rappresentanze e singole imprese innovative presenti sul territorio, la Fondazione Pisa, per elaborare progetti capaci di intercettare risorse comunitarie e fondi nazionali per lo sviluppo qualificato e sostenibile. Il Tavolo sarà l’interlocutore qualificato per lo sviluppo di progetti di area vasta, legati alle città di Livorno e Lucca oltre che interfacciarsi con la Regione e con Firenze, l’altro grande polo catalizzatore dello sviluppo toscano.

I pisani sono molto sensibili alle loro eccellenze: ospedale, università e, non da ultimo, l’aeroporto. Che fare per difendere il Galilei dalle mire dei fiorentini?
Bisogna imporre a Toscana Aeroporti di fare gli investimenti programmati sullo scalo pisano, impedire le crescenti esternalizzazioni dei servizi e sostenere i ricorsi al Tar del sindaco di Prato, Matteo Biffoni, del sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, e dei sindaci della piana. Restiamo fermamente contrari alla pista di Peretola a 2.400 metri.

Facciamo un gioco. Ha la possibilità di tornare indietro nel tempo e correggere un errore che è stato fatto a Pisa nel passato. Cosa fa?
Più che un errore di Pisa, la chiamerei una scelta dei fiorentini contro i pisani fatta in primis dalla Regione Toscana: la privatizzazione dell’aeroporto e la volontà, con la pista di Peretola a 2.400 metri, non solo di mettere in concorrenza due scali che si trovano a 80 km di distanza, ma di operare uno scempio ambientale con uno sperpero di denaro pubblico.

Le offriamo la possibilità di lanciare un appello attraverso L’Arno.it. Dica pure ciò che vuole…
Uso le parole di Giuliano Campioni, nostro candidato e storico militante antirazzista della sinistra pisana: “Oggi è il momento di ritrovare unità di intenti e compattezza. Ognuno voti al primo turno per il proprio candidato e dia voce alle diverse espressioni della sinistra, perché c’è bisogno di tutta la nostra intelligenza. Per un eventuale ballottaggio, però, penso che sia un dovere per le donne e gli uomini della sinistra riunirsi e resistere sotto un’unica bandiera. Io ci sarò”.

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