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Da poco si è trasferito nella Repubblica d’Irlanda, a Cork, dove lavora come impiegato in un’azienda di tecnologia ed elettronica. Marco Mandola, pisano, ha 26 anni. Fidanzato con Francesca, a Pisa vivono tutti i suoi cari, compreso nonno Angelo, che lo scorso gennaio ha compiuto 100 anni. I suoi genitori da trentacinque anni gestiscono un ristorante-pizzeria, La Spigolatrice, nel quartiere di Porta a Lucca. Grande tifoso del Pisa, Marco segue i nerazzurri anche dall’Irlanda, grazie a Internet. Certo, non è la stessa cosa che essere all’Arena, ma il tifo è caldo anche a migliaia di km di distanza…

Cosa stai facendo in Irlanda?
Mi sono spostato da poco, restando nella stessa azienda per la quale lavoravo precedentemente in Italia da Luglio 2011.

Da quanto tempo vivi lontano da Pisa?
Sono partito da Pisa il 20 Febbraio 2018. Non sono ancora tornato in Italia e per il momento devo ancora pianificare le ferie.

Come ti trovi in Irlanda?
Benissimo. Cork è piccolina ma molto carina. Il fiume Lee, divide la città in due. Sembra Pisa…

Paesaggio di Cork

Quanto ti manca la tua città? 
Sento molto la mancanza di Pisa e sono molto legato alla famiglia, a Francesca e alla sua famiglia.

Cosa porti dentro di Pisa?
L’aria stupenda che si respira la mattina presto sul Ponte di Mezzo.

Un pregio dei pisani?
Facciamo amicizia anche con i muri e non proviamo vergogna in nessuna situazione.

E un difetto?
“Un si sa come” ma ci vedono male in quasi tutte le province toscane e anche fuori. Qualcosa ce l’avremo anche,
ma noi dall’interno… “un si vede” (ride).

A tuo avviso che immagine si ha dell’Italia all’estero?
Tutti sono convinti che in Italia si mangi benissimo. Ed è la verità, assolutamente.

Il fiume Lee che divide in due la città di Cork

Cosa ne pensi dei cosiddetti “cervelli in fuga”, di cui spesso si è parlato negli ultimi anni?
Nel mio caso non posso parlare di “fuga di cervelli”, non sono laureato (anche se non è tutto), con la mia attuale azienda mi trovavo benissimo anche in Italia e la famiglia era vicinissima. Ma la voglia di imparare cose nuove e puntare ad una crescita professionale, mi hanno spinto a partire. In Italia sarebbe stato tutto più difficile.

Facciamo un gioco. Tra un certo numero di anni vieni eletto sindaco di Pisa. Ti siedi intorno a un tavolo con i
tuoi collaboratori e indichi loro la prima cosa da a fare: qual è?
Per prima cosa rivalorizzare assolutamente tutto il centro di Pisa. Abbiamo una fantastica piazza dei Miracoli, ci sono persone che vengono veramente da tutto il mondo, Palazzo Blu sta attirando sempre di più l’attenzione del pubblico con mostre sempre più belle e interessanti. È inammissibile assistere a scene orribili nel centro di Pisa e intorno alla stazione. Il Liceo Dini, dove ho studiato, è vicino alla stazione, quindi per 5 anni buoni ho frequentato anche io quelle zone. La stazione di Pisa, così come l’aeroporto, sono snodi importantissimi in Toscana e non solo. È una zona che deve assolutamente rifiorire. Un altro argomento sicuramente da trattare è la sicurezza.

Ti piace il calcio? E il Pisa?
Amo il calcio, così come la pallavolo e il beach volley. Sono molto tifoso del Pisa e anche un po’ gobbo. Non possiamo essere perfetti (ride). Il mio primo abbonamento al Pisa è stato l’anno dopo il Playout con la Massese. Devo dire che la partita con la Massese del 2006 (dovevo ancora compiere 15 anni) ha acceso in me l’orgoglio pisano. Ero fuori dallo stadio, e al gol di Baggio al 98’ sono esploso. In quel momento ho deciso che dovevo iniziare a supportare di più la squadra della mia città. Detto fatto, abbonamento per la stagione 2006/07, promozione in Serie B. Sono riuscito ad avere l’abbonamento anche le due stagioni di Serie B. Poi, per impegni scolastici e di pallavolo che si accavallavano, non l’ho più fatto. Ma ho sempre seguito il Pisa e sono venuto allo stadio quando ho potuto. Ad Aprile 2017 mi sono fatto anche la trasferta a Trapani. Una bellissima esperienza.

C’è un giocatore del passato che ti è rimasto nel cuore?
Un giocatore del passato del Pisa, che conosco e con il quale siamo in ottimi rapporti è Franco Ipsaro. Ho fatto le scuole elementari e medie in classe con il figlio minore di Franco, Tommaso. E siamo rimasti in ottimi rapporti anche durante il periodo delle superiori in cui eravamo in scuole diverse. Siamo in ottimi rapporti anche con il figlio maggiore, Emiliano.

La prima partita che hai visto o quella a cui più sei rimasto affezionato?
Sicuramente la gara dei Playoff con il Foggia è stata bellissima, nel Giugno 2016, ma abbiamo giocato a Foggia il ritorno, quindi sicuramente la più bella è stata il 17 Giugno 2007, il ritorno in casa con il Monza. Al gol del 2-0 di Ciotola l’Arena è completamente esplosa. Bellissime emozioni. Le partite dal vivo sono un’altra cosa.

Nonno Angelo, Marco e Francesca

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