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Partita triste. Troppo brutto per essere vero questo Pisa. La cosa che fa più male è l’atteggiamento dei giocatori (gli schemi non c’entrano e neppure le giocate, parliamo della grinta). I tifosi, si sa, vogliono che i giocatori diano tutto. Nel derby con la Lucchese, però, a dare davvero tutto sono stati solo i tifosi, dimostrando ancora una volta di essere un pubblico da Serie A. Ecco il commento dei Pisani al Nord, alcuni dei quali sono stati all’Arena per assistere al derby del Foro, purtroppo finito male.

“Con Pazienza il Pisa è sempre stato in punta di fioretto e molto poco sciabolatore – commenta amaro Massimiliano Manzi -. Ammiro quel ragazzo, si vede che conosce il calcio, ma si vede chiaramente che pecca di esperienza. Un Pisa privo di carattere, mai cinico e prepotente, alterna giochi di fino a ictus improvvisi. Sconfitta meritata. Inutile parlare di cattiva sorte. Forse la vera cattiva sorte l’abbiamo avuta nel trovare il pareggio o la vittoria (come in Sardegna con l’Arzachena)… sì perché noi non stiamo perdendo per sfortuna, ma stiamo vincendo per fortuna, cosa di per sé molto diversa. Pazienza, ce ne vuole tanta, soprattutto a seguito di una squadra la cui società dirige con pugno fermo solo i progetti per un nuovo stadio. Con ciò, oggi e domani e nel tempo che verrà non potrò mai smettere di ringraziare Corrado e chi con loro sorregge il nostro Pisa”.

Battesimo nerazzurro per Luigi Briglia (a destra nella foto in alto): “Per me si è realizzato un sogno: tornare a Pisa dopo 30 anni ed entrare nella mitica Arena Garibaldi per la prima volta. Come è andata a finire fa male, ma credetemi, ho ancora addosso l’adrenalina. Grazie di esistere Pisani al Nord”.

Durissimo il commento di Stefano Garzella: “Domenica sera sono andato a dormire dal mio babbo a Casciavola, ma di fronte al sacrificio di chi, come diversi di noi Pisani al Nord, domenica mattina ha preso la macchina e ha fatto più di 300 km per venire a vedere la partita, dovendo poi rifarne altrettanti per tornare a casa, dico solo una cosa: abbiamo visto un comportamento indegno da parte dei giocatori. Che non meritano di rappresentare una squadra e una città come la nostra. Non si va in campo per fare solo il compitino. Non c’entra avere Gautieri o Pazienza in panchina…”.

Alessandra Loni vede il bicchiere mezzo pieno, pensando alla “trasferta” (perché per i Pisani al Nord ogni partita in casa è comunque una trasferta) più che al risultato: “Siamo amareggiati, tempo brutto e inc… per come è andata a finire. Però la compagnia è stata fantastica, come al solito. Grazie ai miei compagni di viaggio a a un grande Fasu alla guida”.

“La squadra non ha un gioco – taglia corto Salvatore Ciotta – non si può fare un tiro in porta all’80°. Lo parava anche Fasulo (ride, ndr). Nelle due partite col Prato e l’Arzachena abbiamo fatto sei gol ma sono stati una casualità, visto che erano due squadre che si scoprivano molto. All’Arena la Lucchese ha giocato 90 minuti in difesa, un tiro in porta e un gol. Per come la vedo io serve un cambio di guida tecnica se si vuole la B”.

“Possibile giocare un derby contro una squadra che ha preso schiaffi da tutti e noi facciamo così male?”, si domanda Lorenzo Gioli. “Come si fa a giocare con due attaccanti piccoli e per di più crossare palloni in avanti che i nostri non prenderanno mai? I cambi a mio avviso sono stati sbagliati, e dopo il gol subito abbiamo fatto ancora meno di prima”.

“L’unica occasione che abbiamo avuto, nel secondo tempo, è il tiro di Gucher subito dopo il loro gol – riassume amareggiato Davide Metta -. Probabilmente non meritavamo di perdere, perché anche la Lucchese ha fatto un tiro e basta. Però ci è mancata la reazione. Peccato. Fino al loro gol abbiamo giocato più o meno come in tutte le altre partite. Non abbiamo un’idea vera e propria di gioco, solo che altre volte ci è andata bene, magari per la giocata di un singolo. Dopo il gol stavolta siamo stati zero”.

Umberto D’Angelo sottolinea che “in un derby o esci vincitore oppure con un enfisema polmonare, non puoi non avere la reazione al gol subito….”.

“Tutte le squadre che ho visto contro di noi avevano un gioco – osserva Roberto Bassi -, Prato, Cuneo, Lucchese hanno più identità del Pisa”.

Federico dà la colpa alla fortuna: “Ci è mancata quella che abbiamo avuto a Viterbo, col Prato, col Cuneo e con l’Arzachena. Ma non ci può sempre girare bene”.

“Manca sale alla squadra – osserva Alessandro Veicsteinas -. Con questo piglio al primo turno dei play off si va fuori subito. Sugli spalti non abbiamo capito bene il cambio Negro-Ferrante, visto che Maikol è stato il migliore in campo”.

“Salviamo ben poco della partita”, dice sconsolato Francesco Fasulo. “Entriamo allo stadio, viviamo il solito grande entusiasmo in attesa che le squadre entrino in campo. Solo che abbiamo aspettato fino alle 5 di pomeriggio, perché il Pisa non è entrato in campo. La cosa più infastidente, a parte i cambi di una guida tecnica un po’ in confusione, è che purtroppo nel Pisa hanno fatto tutti il compitino. Questa cosa ha stancato, devi sputare sangue. Perché anche se sei sceso di categoria e sulla carta sei il più bravo, se alla fine non vinci e non fai un tiro in porta, tutte le benevolenze del mondo vengono a scemare. Ora sei terzo a quattro punti dalla seconda… però le occasioni sono sempre meno e abbiamo messo la pietra sopra la possibilità di venire su direttamente”.

 

 

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