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Antonio Cassisa

Che poi c’è una cosa, fra le mille dette sul derby pisano tra Pontedera e Pisa, che mi tormenta ed è quello strato di fango, misto a mota, erbetta pestata e pozzanghere che fa da sfondo alla gradinata riservata agli ospiti. Quel misterioso intruglio è permanente come l’erba finta del campo del Mannucci. Credo che sia sintetico anche quel fango che costeggia il lato sotto la gradinata, perché è inspiegabile la sua onnipresenza. Mi sono ripromesso che una domenica d’Agosto, invece di andare al mare e confondermi con i fiorentini, viola sì ma dalle solàte che chiappano una volta a settimana prima di intrappolarsi nella Fipili, me ne andrò a fare due passi al Mannucci, proprio lì, sotto la gradinata e voglio vedere se anche quando l’Italia è nella morsa della siccità in quello spicchio paludoso è possibile smotarsi l’infradito.

Lo so che nella vita i problemi veri sono altri ma io voglio denunciarla questa cosa perché ho l’impressione che sia tutto studiato al tavolino. Ci distraggono con notizie “fake” e ogni anno tra baci e abbracci ci fanno lo sgambetto, professano tutti la loro malcelata fede per il Pisa ma in casa hanno il gagliardetto viola (scusate il termine), riempiono le pagine sportive del Tirreno con precedenti, ex, aneddoti commoventi e tensione da derby, anche se di derby per il Pisa ce n’è uno e s’è già giocato, vinto e goduto. Al massimo due e prima di morì spero di rivederlo dal vivo che l’ultima volta c’era sempre Romeo. Ma mentre noi ci s’accapiglia con queste notizie montate ad arte c’è chi cura, foraggia, coltiva quotidianamente quella striscina motosa sotto la gradinata ospiti.
E nessuno ne parla.

Ho provato a vedere se per caso fosse lì per favorire l’habitat naturale di qualche specie protetta di ranocchi della Valdera, o un qualche vivaio clandestino di cee per il mercato nero del pesce, ma al massimo c’ho visto passeggiare qualche bao bòno per pescare e comunque non in numero tale da giustificare una coltivazione di bai di terra.

Insomma gente, al di là del risultato della partita tra Pontedera e Pisa di domenica sera, al di là dei capelli
color paglierino di Eusepi, al di là del punto perso o guadagnato sul campo, delle dichiarazioni di rammarico o soddisfazione a seconda del blasone e al di là del fatto che a Pontedera la sera d’inverno ci fa un freddo bestia e ci garberebbe andare a vedere la partita magari una domenìa pomeriggio dopo pranzo, facendo fare l’incasso dell’anno anche al Burger King (senza riferimenti al King eh? Perlamordiddio!) vicino al Cineplex; al dilà di tutto questo teatrino mediatico si cela la vera notizia: al Mannucci anche il fango a bordo campo è sintetico ed è messo lì per confondere, distrarre, smotare, insomma, per fa’ votà ‘oglioni alle tifoserie ospiti. Gesto provocatorio se si considera oltretutto che in genere le tifoserie ospiti al Mannucci sono come minimo il doppio di quelle locali.

Una volta a Pontedera prima delle partite casalinghe col Pisa montavano le tribunette accessorie, rifornivano il bar di birre e vendevano le sciarpette nerazzurre all’esterno. Ora a noi ci basterebbero due cose: giocarla alle due e mezzo ma soprattutto vedere stesa una bella striscia di erba sintetica, verde scintillante, modello Highbury, asciutta e antiscivolo, sotto la gradinata, dal tornello fino in fondo, dietro al bar e ai bagni. Ah bene… già me l’immagino un bel pic nic sotto la gradinata del Mannucci. Pensateci. Sempreforzapisa!

Antonio Cassisa

Foto di Salvatore Ciotta

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