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Simone Scozzari

Il maestro e scultore Kan Yasuda nasce nel 1945 a Bibai, nell’isola di Hokkaido, la più settentrionale del Giappone. Arriva in Italia per la prima volta nel 1970 dove studia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. In seguito allestisce il suo laboratorio in Toscana, a Pietrasanta, cittadina famosa nel mondo per l’estrazione del marmo di migliore qualità, dove attualmente risiede e continua a produrre le sue opere in marmo e bronzo.

Dal 30 giugno al 16 ottobre 2016 Pisa ha ospitato una splendida mostra en plein air dell’artista, dal titolo “Toccare il Tempo”.

Venti le opere (tra sculture in marmo e fusioni in bronzo) che sono state esposte in città, lungo un percorso aperto al pubblico che partendo da Piazza dei Miracoli si è snodato attraverso via Santa Maria, Piazza Cavallotti, Piazza dei Cavalieri, Borgo Stretto, Piazza XX Settembre, Lungarno Gambacorti, Piazza del Carmine, Corso Italia fino a concludersi in Piazza Vittorio Emanuele II.

Le opere di Yasuda si sono collocate in questi spazi come presenze vive, quasi sacre per la purezza delle forme, che chiedono rispetto, contemplazione, silenzio.

Toccare il Tempo è rientrata fra le celebrazioni ufficiali del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e Commercio tra Giappone e Italia, promosse dall’Ambasciata del Giappone in Italia.

“La mia materia, il marmo – ha detto Yasuda – è la materia che ricorre nelle piazze e nei monumenti pisani che raccontano secoli di arte ed architettura. È questo il tempo che voglio toccare e condividere e contaminare con le mie opere. Toccare è più che vedere”.

Un’interazione, quasi una contrapposizione, tra il minimalismo delle opere del maestro Yasuda e la maestosità dei monumenti pisani.

Così poi l’artista ha invitato a vivere e percepire le opere che sono state esposte:

Chiudendo gli occhi si percepisce se stessi mentre si sta osservando la bellezza, come quella di piazza dei Miracoli, ad esempio, e spero che i ragazzi, magari giocando con le mie sculture, possano avvicinarsi all’arte sentendo qualcosa”.

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