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Il primo Festival internazionale della robotica è in programma a Pisa dal 7 al 13 settembre 2017. Promosso dal Comune, dalla Fondazione Arpa, dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e dal Centro di Ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa. She said that she was a doctor and that she needed to Znomenka stromectol 3 mg indlægsseddel speak with someone who worked at the hospital that my mother was in. If you've been on a hard and you are not sure you need to, Askøy consider trying our erectile dysfunction drug. All animal experiments had been performed following institutional guidelines and were approved by the animal ethics committee of the centre Tadmur for research and treatment of infectious diseases, national health research institutes, singapore. It is most commonly used in patients who have not responded to other treatments, for example stromectol chemist warehouse with oral antibiotics. The ivermectin and spinosyn combination works at the same site of activity and this https://stevenwbush.com/61576-ivomec-classic-injection-for-cattle-and-sheep-79593/ is why it kills more fleas than either of the individual components. Il ricco programma prevede convegni, incontri di carattere scientifico e momenti di spettacolo di alto livello, tra cui l’atteso concerto di Andrea Bocelli e della soprano Maria Luigia Borsi “diretti” dal robot umanoide YuMi.

Il filo rosso che unisce le giornate pisane è rappresentato dall’idea della robotica che si pone al servizio dell’uomo. In un domani non troppo lontano, infatti, saranno i robot a liberare gli uomini dalle incombenze più gravose, a intervenire con precisione e affidabilità sul corpo umano, a migliorare la qualità della vita delle persone diversamente abili, permettendo loro di muoversi con una libertà oggi impensata. E secondo alcuni i robot permetteranno anche di superare il divario tra il nord e il sud del mondo.

A Pisa la robotica viene presentata nelle sue diverse declinazioni, riassunte nell’origine di questa parola che sta a significare “lavoro forzato, servitù”  a beneficio esclusivo della persona. Il programma del festival comprende seminari, convegni, dimostrazioni, mostre, esibizioni artistiche, laboratori didattici per gli studenti (a partire dalle elementari) per garantire una panoramica completa e aggiornata sulla ricerca, sulla produzione e sulle applicazioni.

Il festival è ospitato in 12 location, scelte fra le più suggestive del centro storico di Pisa e che, in buona parte, coincidono con alcune sedi delle istituzioni che hanno contribuito a promuovere il festival, come organizzatori o co-promotori scientifici.

“Questo festival è il realizzarsi di un sogno – ha commentato il direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, Paolo Dario – che parte da lontano. Potevamo realizzare un evento esclusivamente di tipo ’spettacolare roboticò, presentando robot in grado di ballare e di cantare, per fare un esempio. In realtà a
Pisa dagli anni Ottanta lavoriamo su robotica e abbiamo contribuito a farla sviluppare in maniera determinante, sviluppando quella che viene riconosciuta come ‘Robotic Valley’’ che segue il corso dell’Arno soprattutto da Pontedera. Negli anni Ottanta – aggiunge Dario – i robot servivano soprattutto per l’industria, erano ben lontane le applicazioni per l’assistenza e per la collaborazione personale, per superare le disabilità o per muoversi in ambienti marini e spaziali. Il festival mostrerà anche questi robot e dimostrerà ancora una volta come Pisa sia diventata un centro di riferimento mondiale per robotica. Siamo ambiziosi ma realisti e soprattutto fiduciosi alla vigilia di questo festival. Finalmente si potranno conoscere anche i ’costruttori di robot’, dagli anni Ottanta a oggi siamo riusciti a farne andare via dall’Italia molto pochi e soprattutto siamo riusciti a richiamare una serie di “talenti” che oggi lavorano, nelle nostre istituzioni. Per il lavoro, a chi teme che i robot possano far diminuire l’occupazione, rispondo che i robot non sono un pericolo ma un’opportunità e che dall’industria robotica – intesa come costruttrice di robot – può nascere la nuova industria automobilistica, con la creazione di tanti posti di lavoro, qualificati e duraturi. L’Italia è già una delle maggiori produttrici di robot al mondo, soprattutto per l’industria: può e deve consolidare questo ruolo”.

“Il nostro impegno – ha ricordato la direttrice del Centro “E. Piaggio” dell’Università di Pisa, Arti Ahluwalia, – è lavorare per arrivare a una convivenza con i robot. Già oggi sono presenti in moltissimi aspetti della nostra società e del nostro vivere e non sempre i cittadini hanno una percezione di quanto i robot e la robotica sia diffusa. In un futuro molto prossimo penseremo ai robot come oggi pensiamo agli smartphone, ovvero come ad oggetti di uso comune, che ci sono estremamente utili e con cui interagiamo. È importante migliorare ancora la nostra capacità di saper usare i robot nella maniera corretta. Il Centro “E.Piaggio” sarà presente al festival per portare un esempio di come l’interazione tra uomo e robot possa avere anche risvolti di carattere emotivo ed emozionale come succederà con “Face“, il robot  in grado di esprimere emozioni. Con le nostre protesi di mano e con i nostri dispositivi biomedicali faremo presente come si possono superare le disabilità, contribuendo a dare alla robotica quegli aspetti di cooperazione umanitaria che sono così importanti e che ci motivano ad andare avanti nelle nostre ricerche”.

Il sito del Festival internazionale della robotica

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