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Fare impresa inventandosi un nuovo prodotto non è mai facile. Però qualcuno ci riesce, dando fiato all’economia italiana, che ha bisogno come il pane di imprese giovani e creative. Il caso della “Birra del Gabba” ne è un esempio felice. Ne abbiamo parlato con Sergio Gabbani (detto il Gabba), l’imprenditore pisano che si è buttato con slancio in questa avventura, spinto dalla passione e da una sana voglia di fare.

La Birra del Gabba è definita “di lusso” (luxury beer). Che significa?

Birra di qualità, con packaging di lusso (etichetta in alluminio con Swarovsky e gommalacca), location esclusive dove inserirla, cura del particolare e sensibilità nella scelta delle location.

Com’è nata la vostra avventura nel mondo della birra?

Io nasco arredatore d’interni, poi nel tempo ho aperto un mio locale, che successivamente ho dato in gestione. Da li è nata la voglia di personalizzare un prodotto… creando un nuovo brand e provarci. La birra viene prodotta in un birrificio di Vinci che per noi fa sei tipi esclusivi. Io curo il design, il packaging e la commercializzazione.

La Birra del Gabba ha ottenuto qualche riconoscimento?

Abbiamo ricevuto un premio quale prodotto selezionato dalla Casa Reale della Macedonia e
del Montenegro (Principe Stephan Cernetic).

Capitan Nerone, Lady Rose, La Perla Nera sono solo alcuni nomi delle vostre birre. C’è, così
come nel logo, un richiamo al mondo dei pirati… solo marketing o qualcosa di più?

La storia è assolutamente piratesca, a partire dalla progettazione del logo, che è una rivisitazione della bandiera dei pirati chiamata Jolly Roger, con due sciabole e dietro un galeone. Da qui i nomi: Mr Jack 1975 (che sarei io col nome del più famoso pirata Jack), Jolly Roger (la bandiera dei pirati famosa in tutti mari), Lady Rose (la mia compagna di avventure), Capitan Nerone (il mio cane Bulldog francese.. numero uno in assoluto), Soloperpochi (nata da un evento ben riuscito che organizzai nel mio locale) e infine La Perla Nera, galeone famosissimo dei pirati, che è dove vogliamo arrivare…

In che senso?

Ci piacerebbe acquistare un galeone e organizzare eventi a bordo in tutto il mondo. Un po’ ambizioso come progetto, lo so, ma il nostro motto è: “La vita è folle…. ma la vera follia è provarci sempre… e non farsi prendere mai!”

Le vostre birre dove sono arrivate?

In Italia si possono acquistare in Toscana, sul Lago di Garda… sto entrando a Bologna, Milano e altre grandi città. All’estero in Svizzera e in Costa Azzurra, dove stanno andando alla grande, tra il Roberto Cavalli Cafè a Saint Tropez e diversi ristoranti sulla promenade a Cannes. Abbiamo fatto anche una bella esperienza al Gran Premio di Formula 1 di Montecarlo, su Yacth, una ditta con cui collaboriamo che fornisce il nostro prodotto sugli yacth della Costa azzurra.

Se tu dovessi convincere un “marziano” a provare la birra (magari la tua birra) cosa gli
diresti?

Assaggiala e fatti catturare dalle emozioni al tatto della bottiglia e dei materiali, all’olfatto per i profumi che sprigiona la birra… e dal gusto… in poche parole: prendi la bottiglia e assaggiala!

C’è un legame tra Vecchiano e la birra del Gabba?

Nessun legame. Io sono di Pisa e mio padre stava a Vecchiano, dove ho posto la sede della ditta. Io però sono pisano “puro sangue”.

È facile fare impresa dalle nostre parti?

Difficilissimo, tasse e Stato incidono troppo… però noi lottiamo.

Per fare una buona birra cosa serve?

Sicuramente la qualità delle materie prime….ma una buona birra non basta se non vi è una comunicazione buona che la faccia vendere.

A cosa si possono accompagnare le vostre birre?

Le nostre sei tipologie danno modo di poter degustare la birra con tutte le pietanze, dal pesce alla carne, fino al dolce…. la Perla nera con un sufflè al cioccolato, ad esempio, è strepitosa. Assolutamente da provare.

L’ultima domanda riguarda L’Arno. Cosa ne pensi del nostro progetto?

Il sito mi piace perché i pisani nel mondo stanno facendo bellissime cose ed è giusto e veramente importante far capire i loro sacrifici e mettere in risalto i loro successi. Sono orgoglioso che tu mi abbia interpellato… io sono solo all’inizio ma faremo cose importanti, ne sono convinto.

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