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“Marinese doc”, nata e residente da sempre a Marina di Pisa, Virginia Mancini è laureata in Psicopedagogia all’Università degli studi di Firenze ed è docente di Psicologia in un istituto Professionale di Pisa. Si è occupata di politica, insieme al fratello Paolo (anche lui è stato consigliere comunale all’ombra della Torre) fin dagli anni Ottanta: simpatizzante e iscritta al Movimento Sociale Italiano, poi ad Alleanza Nazionale, Pdl e adesso Forza Italia.
Dopo un periodo dedicato alla professione, ha ripreso ad occuparsi attivamente di politica, ricoprendo incarichi istituzionali come presidente del Ctp1, Consiglio Territoriale di Partecipazione (ex circoscrizione), coordinatrice comunale di Forza Italia e quindi consigliere comunale a Palazzo Gambacorti. In questa chiacchierata proviamo a verificare lo stato di salute del centrodestra pisano, facendoci indicare quali sono, secondo il partito azzurro, i principali problemi della città.

Come arriva Pisa alle elezioni del 2018?

I cittadini pisani sono scontenti, stanchi di un governo locale, confuso e disattento ai bisogni della gente comune, che fa tanta filosofia sociale e nessun fatto concreto, da ormai troppo tempo. I Pisani hanno necessità di persone nuove e concrete, c’è la necessita di soluzioni vere per i troppi problemi della città: sicurezza e degrado, abusivismo commerciale ecc.

Sono maturi i tempi per il crollo del “muro di Pisa?

Credo ci siano spazio e capacità per garantire alla città l’alternanza di governo. Del resto anche in Toscana aumentano gli esempi di vittoria del centrodestra, ed è questa la strada. L’unità del centrodestra è il modello da perseguire: divisi sicuramente si perde e uniti si vince, magari allargando alle liste civiche.

Che eredità lascia il sindaco Filippeschi?

Un’eredità difficile da raccogliere, impossibile da concretizzare, assolutamente non spendibile per il futuro. Tanti sono i problemi da risolvere: il piano del commercio, la nuova sistemazione degli ambulanti di piazza del Duomo, lo stadio…

Ci sono dei temi su cui più di altri si potrebbero giocare le elezioni?

Sicuramente i problemi principali da risolvere sono la sicurezza e il degrado nel centro storico. Negli ultimi anni residenti e operatori del centro storico, esasperati dalla “malamovida”, hanno dato vita a comitati civici spontanei che protestano contro spaccio e degrado e chiedono con forza di porre fine a questa situazione. Abusivismo commerciale e contraffazione: Pisa città turistica ha un’alta concentrazione e densità di venditori abusivi ambulanti, riforniti da minimarket etnici che smerciano tutto producendo concorrenza sleale e non rispettando le regole su orari, aperture e chiusure.

E sul Litorale che mi dice?

Numerose sono le problematiche ancora irrisolte di questo bellissimo territorio, purtroppo dimenticato molto spesso dall’amministrazione centrale. I problemi che ci sono ormai da anni riguardano la mancata riqualificazione del lungomare, l’arredo urbano con piste ciclabili degne di questo nome, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, la realizzazione e il mantenimento dell’illuminazione pubblica, l’investimento in strutture sportive, un piano di mobilità del traffico sicuro e moderno, un progetto di parcheggio con terminal e bus navetta. Sarebbe auspicabile un Assessorato specifico per il Litorale, con presenza costante sul posto, adeguate risorse finanziarie e capacità decisionali su tutte le attività politico-amministrative di questo territorio

Mi può descrivere lo stato di salute del centrodestra?

Sicuramente migliore di quello del centrosinistra, come del resto in tutto il Paese. Abbiamo saputo soffrire, ricompattarci, far fonte e controbattere alle assurdità di questa Giunta.

Si è formata una leadership o il vostro candidato ancora una volta arriverà da fuori?

Se ci sarà un centrodestra unito, come si auspica, il leader sarà scelto unitariamente, con i mezzi democratici disponibili, la scelta del candidato/a sarà sicuramente condivisa. L’importante è un leader di alto profilo, unitario e non divisivo. C’è la necessità di lavorare e non di litigare tra di noi.

Dopo Livorno e Carrara il M5S potrebbe avere “fame” anche di Pisa…

Penso che il M5S a Pisa sia più che mai diviso e visti i risultati delle esperienze poco entusiasmanti che lei cita in Toscana (Livorno) e anche a livello nazionale (Roma) non credo che i cittadini pisani possano vedere il M5S come una soluzione.

In quali condizioni si trova il centrosinistra? Ci sono profonde divisioni al proprio
interno o crede che alla fine marcerà unito?

Non spetta a me giudicare il centrosinistra al suo interno, da quello che percepisco ci sono grosse divisioni e anche se si ricompatteranno, sarà sempre un’unità di facciata pronta a esplodere in lotte interne, che come sempre avranno la precedenza sui bisogni reali della popolazione.

Il dibattito politico nazionale a suo avviso inciderà sul voto locale?

Sicuramente, Pisa riflette la situazione italiana, i temi più sentiti e pressanti sono la sicurezza, la difficoltà di integrazione dell’ondata migratoria e la difficoltà economica delle famiglie alle quali vanno date risposte e supporto.

Qual è il difetto più grande dei pisani?

In questo momento, come del resto quello degli italiani, è la disillusione e conseguentemente il distacco verso la classe politica.

E il pregio?

Avere un grande cuore che sa scaldare e sostenere chi dà speranze concrete.

Proviamo a fare un gioco. Si sveglia tra un anno ed è sindaco di Pisa. Mi dice la
prima cosa che farebbe appena insediata?

Appena insediata, dopo aver ringraziato tutti i cittadini, lavorerei fortemente per far conoscere a tutti le meraviglie nascoste e poco valorizzate di questa splendida città e del suo Litorale.

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