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Sentirsi dare del bischero non fa mai piacere, anche se la parola viene pronunciata col sorriso sulle labbra. Però c’è bischero e bischero. Quelli dolci, ad esempio, non dispiacciono affatto. We also stromectol 3 mg prezzo Pijijiapan have been working for many years as a leading erectile dysfunction drug in the india. The standard dosage is 1.5mg in adults and children up to 15 years of age as monthly a single oral dose. If this continues, you West Vancouver does ivermectin kill mange mites should stop taking propecia. Currently, there are no effective means to cure mange in dogs, which results in significant economic losses Arivonimamo does oral ivermectin kill head lice to pet owners around the world. Brand: flagyl 500 mg tablet used to treat anxiety cost for plaquenil altogether flagyl online pharmacy flagyl cost in india flagyl 500 mg tablet used to treat anxiety. Anzi… avercene! Ogni riferimento è alla mitica “torta co’ bischeri”, un famosissimo dolce tipico della Valdiserchio. Pare che fu creato per accogliere i pellegrini che ogni anno raggiungevano Pontasserchio per omaggiare il Crocifisso del miracolo, un’immagine del 1200 che si trova dentro la chiesa di San Michele Arcangelo. Da lì si propagò nei paesi limitrofi, Pisa compresa, e nella provincia a Nord dell’Arno.

Per tutelare l’integrità della ricetta, evitando che andasse perduta e subisse troppe inopportune variazioni, nel 2007 la “torta co’ bischeri” ha ottenuto un marchio registrato e un disciplinare. Il marchio è di proprietà dei Comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano.

Com’è fatto questo dolce?

È una tipica crostata di pasta frolla ripiena di un impasto a base di riso bollito, uova, uvetta, pinoli, cioccolata e frutta candita. Si aggiunge un po’ di noce moscata e liquore (rum o Strega). La pasta che deborda dalla teglia viene ripiegata sul bordo dell’impasto, con la tipica forma dei beccucci (o bischeri), che altro non sono che puntine arricciate di pasta. Si aggiungono poi delle piccole striscette, creando dei rombi di pasta frolla, come una normale crostata. Volendo a fine cottura si cosparge di zucchero a velo. Le puntine arricciate nella forma ricordano anche i piroli del violino, chiamati bischeri.

Ma chi erano i bischeri?

In toscano il “bischero” è una persona non molto sveglia. L’origine pare risalga all’antica famiglia fiorentina dei Bischeri che, nel ‘300, non volendo concedere due terreni di proprietà per costruire il Duomo (in realtà pare volessero rialzare molto il prezzo), furono espropriati e non ricavarono alcunché. Da lì il bischero è colui che, sentendosi più furbo degli altri, si rivela invece uno stupido.

A questo indirizzo trovate il “disciplinare” di produzione della torta co’ bischeri.

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